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Lo smart working è positivo per l’ambiente?

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Viene normale domandarsi se lo smart working possa aiutarci a salvare il pianeta

Il caos medico e sociale creato dalla pandemia, i drammi personali, le perdite, la fatica degli ospedali che è stata generata dal coronavirus, ha anche mostrato un’altra faccia possibile del nostro mondo.

Le strade vuote, l’aria che diventa più pulita, gli animali che arrivano in città, le persone che lavorano da casa. Quante sono state le riunioni su Zoom, i confronti su Skype, le giornate lavorative da remoto? Moltissime.

Questo ci ha portato a pensare che lo smart working potrebbe essere una mossa intelligente per la salvaguardia dell’ambiente, che se tutti lavorano a distanza da casa, le emissioni causate dal pendolarismo precipiteranno e il mondo sarà un luogo più verde.

È davvero così semplice?Vediamo.

Sicuramente uno dei più ovvi benefici ambientali che il lockdown ci ha mostrato è stato proprio quello legato ai trasporti.

Senza auto e senza viaggi in aereo, sostituendo gli incontri con la virtualità, il mondo ha respirato un’altra aria. Cosa che, certo, è bene ricordarlo, potrebbe anche essere generata dall’uso di veicoli elettrici.

Un altro grande beneficio dello smart working riguarda il cibo.

Lavorare a casa, porta a evitare l’uso di contenitori usa&getta, posate e piatti di plastica – per non dire quanto fa bene per la salute delle persone e per la loro dieta.

Lavorare da casa vuole anche dire avere un rapporto diverso con i vestiti.

Una cosa che porterebbe non solo le persone a risparmiare dei soldi ma anche ad aiutare il pianeta, evitando di stimolare il modello della fast fashion e i rifiuti tessili.

Lo smart working porta anche alla possibilità di non dover stare in città o in un luogo specifico per lavorare.

Visto che basta una connessione Internet per essere «sul posto di lavoro», una condizione che potrebbe portare le persone a scegliere di vivere nei piccoli centri o in campagna, senza esercitare la pressione che il vivere in città comporta sul reperimento delle merci e sull’impossibilità di creare sistemi alternativi di reperimento di prodotti alimentari.

Senza gli uffici, inoltre, diminuirebbe anche il problema del riscaldamento e del raffreddamento dei luoghi di lavoro.

Ovviamente, si deve anche tener conto dell’impatto sociale che questo potrebbe avere sulle persone, visto che alcune persone prosperano nell’interazione sociale e si sentono perse senza essere in ufficio con i loro colleghi, così come ci sono alcune situazioni domestiche e familiari non adatte allo smart working.

Bisogna capire bene, ma è davvero positivo che la questione sia stata finalmente sollevata.

 

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salvaguardia ambiente, smart working, sprechi, Surriscaldamento, telelavoro

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