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Troppo smog in Europa. Salute a rischio

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Piu’ del 90% dei cittadini europei che vivono in città respira un livello troppo alto di polveri inquinanti: salute a rischio.  Situazione critica soprattutto in Italia

Troppo smog in Europa. Oltre il 90% degli europei che vive in città respira un livello troppo elevato di polveri inquinanti, dal Pm2,5 all’ozono. A lanciare l’allarme è l’ Agenzia europea dell’ambiente, in un rapporto che fa riferimento al periodo 2009-2011 e che tiene conto delle soglie limite dall’Organizzazione mondiale della sanità, molto più severe di quelle europee.

Il rapporto denuncia una situazione realmente preoccupante: nonostante il calo degli inquinanti registrato nell’ultimo decennio, i livelli di particolato e ozono presenti nell’aria sono ancora molto alti. Una situazione particolarmente critica si registra in Italia, che nel 2011 è stata uno dei Paesi europei a superare più spesso il limite Ue della media annuale per le Pm10 e Pm 2.5, insieme a Polonia e Slovacchia. In Italia e in Pianura Padana lo smog e le polveri killer non risparmiano nemmeno le aree rurali. Maglia nera in Europa sul fronte dell’ozono è Padova, con 104 giorni di superamenti nel 2011, seguita da Pavia, Reggio Emilia, Treviso e Parma, Verona e Varese. Sono 23 le città italiane che si piazzano nei primi 30 posti di questa classifica Ue. Il Belpaese detiene il record assoluto sul fronte dell’ozono, segnando valori oltre tre volte più elevati rispetto alla soglia limite. Nord Italia e Sud della Francia risultano le aree più colpite nell’Ue da questo inquinante. Per quanto riguarda l’inquinamento da Pm10, al dodicesimo posto della classifica Ue c’è Monza (121 giorni di sforamenti nel 2011), seguita da Brescia (113), poi Cremona (109), Vicenza (107), e Torino (105), Padova (93) e Venezia (85).

La gravità della situazione è ben spiegata dall’esempio concreto dell’agglomerato di Milano, nel quale vivono oltre 3.500.000 di persone e in cui nel 2012– secondo i dati AMAT – le centraline del PM10 hanno superato il limite di 50 µg/m³ per un numero di giorni pari a oltre 3 volte il numero consentito (117 giorni all’anno rispetto ai 35 consentiti). Lo stesso vale per le centraline che misurano il biossido di azoto – inquinante fra i più pericolosi per la salute – che hanno registrato il superamento del valore limite 99 volte, ovvero oltre 5 volte il numero ammesso dalla normativa vigente (18 giorni) con una media annua (55 mg/m3) che supera addirittura del 38% il limite normativo stabilito (40 mg/m3). Stesso discorso vale per quelle dell’ozono, con un valore superato oltre 60 volte, ovvero più del doppio rispetto a quello stabilito. 

Il troppo smog mette in serio pericolo la salute dei cittadini europei. ‘’Noi di Genitori Antismog denunciamo la gravissima situazione italiana che emerge dal Rapporto dell’EEA’ afferma Anna Gerometta, Presidente di Genitori Antismog ‘Situazione che ricopre di vergogna un paese che, da oltre 15 anni, avrebbe potuto e dovuto intervenire per ridurre le emissioni inquinanti e che invece è ancora  incapace di proteggere la salute dei propri cittadini. L’Italia pur ritrovandosi alla soglia di una nuova procedura di infrazione per violazione delle norme sull’aria, preferisce investire le proprie risorse in infrastrutture per la mobilità privata che servono a pochi e in grandi eventi che poco o nulla lasciano alla popolazione. Inoltre, a titolo esemplificativo, il nostro Paese ostacola in sede Europea l’adozione di nuove norme sulle caldaie che comporterebbero un miglioramento dell’aria in Pianura Padana’.

gc 

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