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Dove vanno a finire tutte queste mascherine usa&getta?

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Le mascherine che ci proteggono dal COVID-19 finiscono per inquinare i mari e gli oceani

A maggio, l’ONG francese Opération Mer Propre ha riferito di aver trovato molte mascherine usate tra le onde del Mar Mediterraneo. Secondo il rapporto dell’organizzazione, negli ultimi 3 mesi si è verificata un’ondata di «rifiuti COVID», tra cui mascherine, guanti in lattice e flaconi di disinfettante per le mani (in plastica).

Come possiamo immaginare, questo va ad aggravare un problema di rifiuti che esiste già da molti anni.

Come racconta The Guardian, anche negli anni scorsi gli ambientalisti avevano avvertito della minaccia rappresentata per gli oceani e la vita marina da un vertiginoso inquinamento di plastica, «fino a 13 milioni di tonnellate di plastica vanno negli oceani ogni anno, secondo una stima del 2018 di UN Environment. Il Mediterraneo vede annualmente 570.000 tonnellate di flusso di plastica, una quantità che il WWF ha definito pari allo scarico in mare di 33.800 bottiglie di plastica ogni minuto».

«Presto ci saranno più mascherine che meduse nelle acque del Mediterraneo», ha dichiarato Laurent Lombard di Opération Mer Propre.

Per questo, le organizzazioni ambientaliste chiedono un approccio più cauto all’uso di questi dispositivi, magari sostituendo le mascherine usa&getta con quelle riutilizzabili e lavabili e spingendo a favorire il lavaggio delle mani invece dell’uso dei guanti in lattice.

Gli oceani sono già sopraffatti dai rifiuti di plastica generati dai nostri stili di vita normali, se ci aggiungiamo anche altri tipi di rifiuti, rischiamo di spingere migliaia di specie oceaniche all’estinzione.

Come ha detto Joffrey Peltier di Opération Mer Propre, «Con tutte le alternative, non sarà la plastica la soluzione per proteggerci dal COVID».

COVID19, inquinamento, mari, mascherine, oceani, plastica, usa&getta

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