Cernobyl, un nuovo sarcofago per la centrale? Facciamo il punto sulla situazione

La tragedia è ancora una ferita aperta e non si vede la fine del pericolo
Sono passati ormai 29 anni dal peggior disastro nucleare della storia e nonostante il tempo passato Chernobyl è ancora sinonimo di pericolo.
Greenpeace ha fatto luce sulla situazione della centrale ex-sovietica. Riassumiamo i tratti salienti del report:
– I costi per la costruzione del nuovo sarcofago sarebbero saliti a 2,15 miliardi di euro, il quadruplo delle stime del 1997.
– Mancano 615 milioni euro per completare l’opera. Se ne discuterà durante il prossimo G7.
– Il livello di radiazioni si è esteso e il nuovo sarcofago dovrà essere più grande del precedente. La cupola dovrà essere una struttura autoportante di 257 metri di larghezza, 165 metri di lunghezza, e 110 metri di altezza per 31 mila tonnellate.
– Nel 1997 si stimava che i lavori sarebbero finiti nel 2005.
– C’è oltre un milione e mezzo di tonnellate di polvere radioattiva all’interno delle rovine. Se dovesse crollare le polveri arriverebbero a 50 km di distanza.
– Per raggiungere l’ultima fase della strategia, andrà costruito un deposito geologico per i materiali contenenti combustibile nucleare.
– Fino al 2017 sarà la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo finanziariamente responsabile del progetto. Poi sarà il turno dell’Ucraina e non ci sono stime affidabili dei costi per riportare il sito del reattore in un luogo ecologicamente sicuro.
– Purtroppo il recupero del materiale contenente il combustibile nucleare non fa parte del progetto, anche se la più grande minaccia per l’ambiente e per le persone deriva proprio dal combustibile nucleare.
In sostanza, nonostante siano passati quasi 30 anni, una soluzione per questa catastrofe non è ancora stata trovata.
All’inizio di quest’anno abbiamo rischiato che le nubi radioattive prodotte dallo scoppio della centrale di Chernobyl nel 1986 si diffondessero nuovamente in Europa a causa dell’aumento degli incendi nella zona.
a.po

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