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100 ghiaccioli all’acqua inquinata per denunciare lo stato dei fiumi

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La provocazione arriva da Taiwan: ghiaccioli “velenosi”

Immaginate di avere davanti a voi 100 ghiaccioli, ma nessuno di questi si può mangiare: l’acqua di cui sono composti è inquinata! 

I gusti infatti non corrispondono a un sapore, ma a un tipo di acqua contaminata.
Non si tratta di un bar o di una gelateria, ma di una provocazione creata da tre studenti taiwanesi di design. Il loro progetto si chiama “Polluted Water Popsicles” ed è esposta alla National Taiwan University of the Arts.

I ghiaccioli sono effettivamente realizzati con acque raccolte da fiumi, canali, laghi e porti. Il colore spesso non è invitante e oltre a questo si trovano all’interno dei ghiaccioli vari pezzi di plastica, mozziconi di sigarette, oli e altri rifiuti. L’obiettivo? Sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni delle acque del Paese.

Per poterli esporre, i ghiaccioli sono stati ricreati con delle resine e confezionati in bustine di plastica dove è riportata l’origine dell’acqua.

Come misurare l’inquinamento dell’acqua? Chiedetelo al professor David Lerner dell’Università di Sheffield, che ha elaborato un nuovo metodo alternativo e del tutto non convenzionale

 

arte, ghiaccioli, inquinamento, Taiwan


Redazione Ecoseven

La Redazione Ecoseven realizza contenuti di approfondimento dedicati ad ambiente, energia, economia sostenibile, innovazione, mobilità, alimentazione e benessere. Dal 2010 Ecoseven pubblica notizie, analisi e guide informative con l'obiettivo di rendere accessibili temi legati alla sostenibilità, alla transizione ecologica e alla qualità della vita. I contenuti vengono verificati e aggiornati sulla base delle fonti disponibili al momento della pubblicazione.

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