ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll

Tav, le ragioni del si in 14 punti

Condividi questo articolo:

Tav o No Tav? Il Governo sembra essere deciso a ultimare la tratta Torino-Lione e spiega le proprie motivazioni in 14 punti. Le  ragioni del ‘si’, il percorso e i costi della Tav

Ancora proteste No Tav. Le manifestazioni degli ultimi giorni sono solo l’ultimo capitolo di uno scontro che è in atto ormai da anni. Al di là dei colori politici, infatti, le ragioni del ‘sì’ e quelle del ‘no’ sulla Tav non riescono a trovare alcun punto di incontro. Ma il Governo, sembra esser deciso a ultimare la tratta Torino-Lione, e spiega le sue ragioni in 14 punti, in un documento fatto di domande e risposte date. 

Perché il ‘si’ alla Tav? Perchè con la Tav si dimezzano i tempi di percorrenza per i passeggeri (da Parigi a Milano si scende da 7 a 4 ore) e si incrementa la capacità di trasporto merci di 1000 tonnellate), riducendo di 600 mila unità all’anno il numero di camion su strada. Durante la stesura del progetto e nel corso degli anni c’è sempre stata la massima attenzione alle richieste del territorio e la preoccupazione che il progetto non generi danni ambientali diretti o indiretti. E non solo, a favore delle comunità locali sono previste compensazioni in denaro pari a 135 milioni di euro. Mentre il Cipe, il 9 marzo, stanzierà 20 milioni, la prima tranche di 300 milioni relativi all’intesa quadro fra Governo e Regione Piemonte.

I comuni francesi coinvolti, 87 in tutto, non si sono opposti all’opera. Mentre i comuni che animano il movimento No Tav in Italia non sono tutti direttamente coinvolti. Ad essere direttamente coinvolti nella costruzione del tunnel dell’alta velocità sono Chiusa San Michele e Sant’Ambrogio di Torino, per un totale di 6.500 abitanti.

Inoltre, la linea storica a cui ci si affida, quella del Frejus, è fuori mercato, ‘come una macchina da scrivere nell’era del computer’ si legge nel documento del Governo sulla Tav ‘e serve una nuova infrastruttura in grado di soddisfare la domanda di merci e passeggeri. Allo stato attuale, il collegamento italo-francese è una linea di montagna, che costringe i treni ad una salita di 1250 metri di quota con sovra costi esorbitanti, che passa attraverso una galleria dove non entrano i containers oggi in uso per il trasporto merci.’

Anche i comitati del No Tav, in realtà hanno esposto le loro ragioni. Una per  tutte: la costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità nella zona della Val di Susa deturpa il paesaggio, danneggiando l’intero ecosistema ambientale, che ne risentirebbe in modo irreparabile.

Ma cos’è la Tav? Quanto costerà all’Italia? Come sarà realizzata? Tav è il treno ad alta velocità che collegherà Torino a Lione, l’Italia alla Francia, grazie alla realizzazione di un tunnel. In particolare, il tunnel sarà lungo 270 chilometri, di cui 81 (il 30%) nel nostro territorio, interessando in tutto 112 comuni disposti lungo l’asse  Torino-Lione. Il tunnel che interesserà la Val di Susa è lungo 7 chilometri e 400 metri, da Chiomonte a Moncenisio, e dovrà unirsi, tra 5 anni, ai 57 chilometri che collegano Susa a Saint Jean de Maurienne.

Per quanto riguarda il costo del progetto Tav, di certo, per ora, ci sono le spese da affrontare per il tunnel transfrontaliero gestite dalla Lyon Turin Ferroviaire e che ammontano a 8,5 miliardi di euro, di cui 2,7 miliardi a carico dell’Italia. Come previsto dagli accordi internazionali l’Ue finanzia il 40% dell’opera, il restante 60% è suddiviso tra Italia (57,9%) e Francia (42,1%).

Per i 7,4 chilometri del tunnel esplorativo di Chiomonte, che diventerà una via di fuga del tunnel di base, la spesa italiana è di 143 milioni, 35 milioni. Ma è ancora da definire il costo totale dell’opera, visto che le tratte nazionali sono da stabilire. 

(red)

Questo articolo è stato letto 14 volte.

governo tav, No Tav, perche tav?, si tav, Tav ragioni del si

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net