Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Batteria al diamante da scorie nucleari: come funziona e cosa può alimentare davvero-Patate in friggitrice ad aria: la ricetta croccante perfetta per gli ottavi dei Mondiali-Cure con cellule staminali: sono vere o sono truffe?-Usiamo l'AI più per terapia e compagnia che per lavorare. Lo studio di Harvard Business Review-Fotovoltaico sui campi o nei parcheggi: cosa dice davvero la normativa italiana-Coloranti alimentari: perché Nestlé e Mars li stanno eliminando (e cosa dice davvero la scienza)-Taglio accise carburanti: cosa succede da oggi 3 luglio 2026 senza proroga-Apparecchio acustico a 20 dollari: come funziona l'invenzione degli studenti canadesi di Amano Labs-Amianto trasformato in bioplastica: la scoperta dell'Università di Milano-Bicocca-Ghiacciai alpini 2026, un'estate peggiore del solito: cos'è il Glacier Loss Day e perché preoccupa?-Manifesto Health-AI 2026: la sanità del futuro secondo UCID Lazio, tra intelligenza artificiale ed etica-Raccolta differenziata e riciclo in Italia: cosa dicono i dati 2026 rispetto agli obiettivi UE-Correre la mattina presto migliora l'umore? vediamo cosa dice la scienza-Il prezzo del sapone sale, ma il caldo non c'entra: ecco i veri motivi-Isole energetiche artificiali nel Mare del Nord: Belgio e Danimarca si contendono il primato (con qualche ritardo)-Caldo estremo e salute mentale, cosa succede davvero alla mente umana?-Bottiglie di plastica in Europa: cosa cambia davvero dal 12 agosto 2026 (e cosa no)-Microalghe, il tesoro biologico del futuro: cosa sono e perché 260 esperti da 46 Paesi le studiano-Tsunami, il cane soccorritore del terremoto in Venezuela: dall'abbandono agli eroi delle macerie-Sapone di Marsiglia sulle piante: come usarlo davvero contro i parassiti (guida pratica)
mare di norvegia

Il mistero del Mare di Norvegia

Condividi questo articolo:

mare di norvegia

Cosa potrebbero essere le misteriose macchie trovate a largo delle coste norvegesi?

Un team internazionale di ricercatori, anche grazie all’assistenza di alcuni “cittadini scienziati”, ha confermato che i grandi e misteriosi blob occasionalmente avvistati nel Mare di Norvegia sono sacche di uova di calamaro.

Nel loro articolo pubblicato sulla rivista Scientific Reports, il gruppo descrive il proprio sforzo per saperne di più su quelle sfere gelatinose.

Negli anni ’80, i subacquei che esploravano le acque al largo della costa norvegese si imbatterono in qualcosa di strano: una grande sfera gelatinosa che si librava nell’acqua a una profondità di 60-70 metri.

Notarono che era larga circa un metro, che era parzialmente trasparente e che sembrava scura al centro.

A quel tempo, nessuno riuscì a spiegare cosa potesse essere. Da quel momento, ci sono stati molti avvistamenti dei blob – la maggior parte al largo della costa della Norvegia, ma alcuni siano stati visti anche nel Mar Mediterraneo.

In questa ricerca, gli scienziati hanno cercato di risolvere il mistero. Poiché si tratta di macchie rare, i ricercatori hanno chiesto aiuto agli appassionati di immersioni e ai cittadini scienziati che hanno raccolto per loro campioni da quattro dei blob, conservandoli in bottiglie nei loro frigoriferi.

I campioni, che contenevano “tessuto” sia dall’esterno che dall’interno dei blob, hanno fornito ai ricercatori materiale sufficiente per studiare.

In questo modo, è stato scoperto che i campioni contenevano embrioni di calamaro e anche materiale appiccicoso per supportarli.

L’analisi del DNA degli embrioni ha mostrato che si trattava di Illex coindetii, un tipo di calamaro comune nella zona. I ricercatori hanno scoperto che gli embrioni erano in diversi stadi di sviluppo e che la consistenza del blob è cambiata nel tempo, portando all’esplosione come fase finale, consentendo all’ultima partita di calamari all’interno di nuotare liberamente. Tutti i cittadini scienziati sostenevano che la rimozione di tessuto da un blob non sembrava provocare alcun danno.

 

blob, calamari, mare di norvegia

I commenti sono chiusi.