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Il dramma delle alghe nel Mar dei Caraibi

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Il cambiamento climatico intensifica l’infestazione e forse è giunto il momento di dichiarare l’emergenza nazionale

Ormai sono molti anni che le grandi alghe brune sargassum invadono il Mar dei Caraibi, tanto che i paesi che sono bagnati da quelle acque (e infestati da quelle alghe) stanno prendendo in considerazione la possibilità di dichiarare le rispettive emergenze nazionali. Le alghe ricoprono le spiagge e sono puzzolenti, rendono l’acqua marrone e soffocano le barriere coralline, la vita marina e anche il turismo – il loro odore di materiale putrefatto e il loro aspetto sgradevole (pari che si senta fetore di uova marce), infatti, stanno causando enormi perdite economiche a molte comunità e nazioni dipendenti dalle visite turistiche. Inoltre, c’è anche grossa preoccupazione per la salute pubblica.

Il Messico ha già speso 17 milioni di dollari per cercare di ripulire le sue famose spiagge e, anche se il governo ha sgomberato oltre 500.000 tonnellate di alghe brune, alcuni alberghi si lamentano del fatto che spesso il loro personale deve ripulire la spiaggia due o tre volte al giorno.
Per quasi un decennio, gli scienziati hanno concluso che l’afflusso di alghe è probabilmente dovuto a fertilizzanti e liquami grezzi che entrano nel Mar dei Caraibi attraverso canali di scolo e bacini idrografici, ma recentemente una nuova ricerca ha indicato anche il cambiamento climatico come responsabile – come ha riportato l’Independent nelle dichiarazioni del professore di Oceanografia delle South Florida University, Chuanmin Hu: «A causa dei cambiamenti climatici globali, potremmo avere un aumento di risalita, un aumento della deposizione aerea o una maggiore fonte di nutrienti dai fiumi, quindi tutti e tre potrebbero aver incrementato la recente grande quantità di sargassum».

Piccole quantità sono normali, ma così è pericoloso per tutti, anche perché tutti gli sforzi spesi sembrano non abbastanza per gestire l’infestazione.

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alghe, emergenza, mar dei caraibi

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