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Il clima alla Biennale di Venezia 2020

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Per il padiglione egiziano arriva una proposta che mette al centro i problemi ambientali

Nel tentativo di evidenziare la crisi della biodiversità e le minacce ambientali dell’Egitto, il collettivo internazionale di design Cosmos Architecture ha presentato una proposta di design incentrata sui cambiamenti climatici al concorso di design del Ministero della Cultura per il padiglione egiziano alla Biennale di Venezia 2020.

Il progetto è stato selezionato come secondo classificato alla fine di dicembre 2019.

«L’Egitto sta assistendo a un’enorme perdita della sua biodiversità, circa 95 specie di piante, insetti, uccelli e animali sono in pericolo di estinzione a causa della rapida urbanizzazione che sta conquistando le terre agricole, i cambiamenti demografici, il consumo eccessivo e l’uso di tecnologie che danneggiano l’ambiente, che ora, combinate con i cambiamenti climatici, stanno spingendo il nostro paese e il nostro pianeta ai suoi limiti», hanno scritto sul loro sito.

La proposta del padiglione egiziano di Cosmos Architecture comprende una piccola area d’ingresso nella parte anteriore, uno spazio espositivo principale a pianta aperta, un’area di proiezione e uno spazio di archiviazione.

I due argomenti che vengono affrontati sono: gli aspetti negativi dell’Antropocene – che sarebbe l’epoca geologica definita dall’influenza umana (i suoi aspetti negativi principali sono: i cambiamenti climatici e la deforestazione) – e poi le attuali tecnologie e soluzioni che sono state lanciate in Egitto per bilanciare la situazione ambientale – dalla conservazione degli habitat naturali al riutilizzo adattivo sensibile dei siti postindustriali.

Gli architetti hanno soprannominato questi progetti «filigrane» ecocompatibili e hanno proposto di proiettare alcuni di questi, come esempio all’interno di installazioni in rete d’acciaio che pendono dal soffitto per educare ai casi in studio i visitatori del padiglione.

 

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