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A Bari, seminario europeo sull’economia del mare

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Il  20 e 21 novembre due giorni per discutere della strategia europea per lo sviluppo delle zone costiere e marittime

 

Se ne parla ancora troppo poco, ma ha preso il via ieri a Bariuna due giorni tutta dedicata all’economia blu. L’economia legata al mare ha un peso di non poco conto in Europa: nell’Unione europea rappresenta 5,4 milioni di posti di lavoro e un valore aggiunto lordo di poco meno di 500 miliardi di euro l’anno. Dei 28 paesi dell’UE, ben 23 si affacciano sul mare e la linea costiera dell’Unione Europea è 7 volte più lunga di quella degli USA e 4 di più di quella della Russia.

L’Europa punta molto su questo settore in cui vede un motore per l’economia del continente, con enormi potenzialità per l’innovazione e la crescita, capace di contribuire al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Per questo motivo, ad esempio, l’Unione Europea ha stabilito una strategia a lungo termine, denominata Blue Growth Initiative. La sfida infatti, che vede la comunità scientifica in primo piano, è coniugare le necessità ambientali con quelle delle persone, delle politiche territoriali e dell’economia.

Acquacoltura e turismo costiero e marittimo, energie rinnovabili e biotecnologie, risorse minerarie. Sono questi i cinque settori su cui l’Unione intende puntare per sostenere la cosiddetta “crescita blu”.

All’evento di Bari, intitolato “L’economia blu e i servizi di geoinformazione”, parteciperanno regioni ed enti locali da tutta Europa interessati al tema delle attività produttive legate al mare. Leggi il programma.

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