ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Sinner, il tabellone di Madrid: esordio con qualificato, possibile derby con Musetti in semifinale-AdSP Mtcs, risultati concreti dal Seatrade di Miami-De Laurentiis: "Presidenza Figc? Nessuno meglio di Malagò. Abete non è adatto"-Milano, smantellato giro di escort di lusso: calciatori di Serie A tra i clienti-La passione per il calcio e il trasferimento al Nord, chi era Gabriele Vaccaro-Bellucci contro Dzumhur a Madrid: un anno dopo il 'caso' della (mancata) stretta di mano-Design, a Base Milano l'inquinamento acustico urbano diventa una listening experience firmata Continental-Ascolti tv, 'Roberta Valente – Notaio in Sorrento' vince il prime time col 20,5% di share-Tragedia sull’A1 durante protesta tir: camionista travolto e ucciso da un’auto-Ogni anno in Italia 2.600 casi ereditari di melanoma, Imi:"Prevenzione con test genetici e controlli"-Arriva 'Steakhouse d’Italia 2026', l'unica guida per gli amanti della carne-Manageritalia, incontro in Vaticano su impatto dell'Ai e il ruolo dei manager-Engineering lancia architettura italiana per intelligenza artificiale governabile, aperta e sostenibile-Addio a Patrick Muldoon, volto di 'Melrose Place' e 'Il tempo della nostra vita'-Iqos e Devialet alla Milano Design Week con 'Soundsorial Design'-Giovane trovato morto in un garage a Vasto: fermato il padre-Energia, Grins-Oipe: "Serve agire per tutelare le famiglie più fragili"-Terremoto in Giappone, sisma di magnitudo 7,4 nel nord: allerta tsunami-Dossieraggi, inchiesta Roma su 'Squadra Fiore': in corso perquisizioni-Fa violentare la madre disabile, arrestati figlia e compagno: filmati choc incastrano i responsabili

Salviamo i cacapò!

Condividi questo articolo:

I rarissimi uccelli della Nuova Zelanda sono a rischio di estinzione

Uno degli uccelli più rari del mondo, il kakapò, è sull’orlo dell’estinzione. Trovato solo in alcuni santuari della Nuova Zelanda, è l’unico pappagallo al mondo incapace di volare ed è probabilmente il più pesante.

L’attuale numero di esemplari è di 211, per questo sono nate molte iniziative di conservazione, anche perché il popolo Maori continua a sostenere una forte connessione spirituale con questo animale.

Una delle iniziative è Predator Free 2050, un progetto per eliminare i predatori dalle terre selvagge della Nuova Zelanda in modo da aiutare le specie autoctone a prosperare di nuovo.

Questi animali non sono stati minacciati fino al 13° secolo. Fino al 1200, infatti, la nuova Zelanda non era popolata, quindi a parte un paio di specie di pipistrelli con cui competere per il cibo, i cacapò se la cavavano bene, anche grazie al fatto che potevano sfuggire ai loro predatori naturali grazie a piume altamente evolute che li mimetizzavano nella foresta.

Quando sono arrivati i polinesiani, però, le cose sono cambiate perché hanno iniziato a nutrirsi con questo animale, ad usare le sue piume per i vestiti e le ossa per farne ami da pesca. Cinque secoli dopo, poi, la situazione è precipitata perché c’è stato il primo insediamento europeo che ha disboscato e portato con sé nuovi predatori – cani, gatti, donnole, cervi, eccetera.

Nel 1995 erano rimasti solo 51 cacapò.

Questo ha portato anche a un altro problema: la consanguineità, che ha comportato che il 40% delle uova di cacapò sia sterile.

Oggi, grazie all’inseminazione artificiale, questa percentuale è diminuita e infatti gli sforzi recenti (le isole che sono state liberate dai predatori per diventare santuari per i cacapò; le misure che sono state adottate per garantire i tassi di sopravvivenza e massimizzare gli sforzi di tracciamento) hanno fatto sì che la stagione riproduttiva del cacapò del 2019 abbia segnato un successo record – tra gennaio e aprile, sono nati 86 pulcini, di cui 70 sono ancora vivi.

Eppure non abbiamo ancora vinto, per questo è importante che tutte le iniziative di conservazione siano sostenute.

 

Questo articolo è stato letto 890 volte.

kakapò, nuova zelanda, rischio estinzione

Comments (4)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net