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Dall’ipnosi un aiuto alle cure palliative

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La terapie fondate sul rapporto mente-corpo, combinate alle terapie farmacologiche, possono migliorare la qualità di vita del paziente e alleviare il dolore

L’ipnosi si dimostra un’importante terapia integrativa nelle cure palliative anche pediatriche. Ne ha parlato, in un interessante intervento al secondo Congresso internazionale sulle cure palliative pediatriche tenutosi a Roma, Stefan J.Friedrichsdorf, medico al Children’s Hospitals and Clinics of Minnesota. Friedrichsdorf ha evidenziato come terapie integrative come l’ipnosi, ma anche la meditazione, lo yoga, il training autogeno, l’aromaterapia e la musicoterapia, sono utilizzate sul 12% dei bambini ammalati negli Stati Uniti, una percentuale che aumenta fino a superare il 50% se si guarda ai bambini malati inguaribili. Il medico statunitense ha altresì evidenziato come sia un pregiudizio diffuso guardare all’ipnosi come qualcosa di simile alla magia, ma ha avvertito che non bisogna pensare quando si parla di ipnosi ad una perdita totale del proprio controllo o ad una caduta in stato di tranche. L’ipnosi è semplicemente una tecnica gentile, non invasiva, che, combinata alle terapie farmacologiche, può migliorare la qualità di vita del paziente e alleviare il dolore da cui è affetto. In più, si tratta di tecniche che possono essere facilmente insegnate ad operatori sanitari e parenti i quali potranno utilizzare questi metodi di medicina complementare.

Lo scopo delle cure palliative del resto è quello di permettere ai malati ma anche alle loro famiglie di raggiungere la migliore qualità di vita possibile, e quindi inevitabilmente toccano non solo l’aspetto medico, ma anche quello psicologico ed esistenziale. Il rapporto mente-corpo è perciò molto importante e viene indagato da numerosi studi. Purtroppo in Italia, a differenza appunto degli Usa ma anche della Gran Bretagna, la pratica di affiancare alle cure mediche delle terapie integrative è poco diffusa. Quello che gli scettici devono invece comprendere è che queste terapie che riguardano il rapporto mente-corpo non si pongono come alternativa alle terapie mediche tradizionali. ma semplicemente come integrazione.

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