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Italiani attenti alla provenienza dell’olio d’oliva ma meno alle proprieta’

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Gli italiani sono attenti all’origine e alla qualita’ dell’olio d’oliva ma meno consapevoli delle sue proprieta’, e’ il quadro dell’indagine Swg per Olio Capitale

Olio d’oliva e qualità; olio d’oliva e provenienza. E’ la provenienza regionale la caratteristica maggiormente ricercata dagli italiani in un olio di oliva, seguita dalle certificazioni di qualita’ e dalla garanzia di produzione biologica. E’ quanto risulta da una indagine condotta sulle tendenze d’acquisto e le tipologie di consumo del mercato italiano dell’extra vergine d’oliva da Swg per Olio Capitale, il salone organizzato da Aries dall’1 al 4 marzo 2013 a Trieste. Lo studio, condotto con metodo Cawi tramite questionario on-line, ha coinvolto 1.500 famiglie.

Ma qual è l’immagine dell’olio d’oliva? Dall’indagine e’ emerso che nel 50% dei casi gli intervistati hanno indicato di cercare un olio prodotto in una particolare regione italiana, nel 40% un olio certificato dop-igp e nel 35% un olio biologico. Tra le provenienze piu’ ambite spicca l’olio pugliese (22%), seguito dal toscano (16%) e dal ligure e siculo (entrambi 8%).

L’analisi di mercato si e’ soffermata anche su tendenze e tipologie di consumo: e’ ancora contenuta la percentuale di italiani che utilizzano abitualmente a seconda delle preparazioni in cucina piu’ di un tipo d’olio d’oliva o extra vergine d’oliva. Nel 55% dei casi viene utilizzato un unico olio per tutti i consumi e gli usi, il 36% ne usa due, uno per il condimento a crudo e in cottura, ed e’ del 10% la percentuale di chi ne usa diversi tipi a seconda degli usi e degli abbinamenti in cucina. Un quadro da cui si puo’ dedurre che l’uso d’olio d’oliva o extra vergine d’oliva sia diffuso e consolidato nelle famiglie italiane anche se non e’ altrettanto consolidata la conoscenza delle sue caratteristiche e proprieta’. 

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