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Il vino che torna nelle anfore come 2000 anni fa

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Una cantina campana produce il vino Falerno nelle anfore, come facevano gli antichi. Lo potremo bere nel 2016

Nell’epoca della Roma imperiale si produceva in Campania un vino molto apprezzato, il Falernum. Questo vigneto scomparve sul finire del 1800 a causa della fillossera, un insetto che attacca le radici delle vigne europee.

Solo verso gli anni ’50 Francesco Paolo Avallone decise di far rivivere il nobile vigneto e provò a farlo ricrescere sul territorio.

Oggi i suoi eredi celebrano il cinquantenario di quell’impresa e scavano ancora più indietro nel tempo presentando un Falerno vinificato in anfora, sul modello degli antichi romani.

‘Abbiamo iniziato a lavorare con le uve rosse e contiamo di aprire il primo pithos di vino sperimentale a marzo di quest’anno; ma il Falerno in anfora che sarà imbottigliato, arriverà sul mercato nel 2016’, spiega Salvatore Avallone, a capo dell’azienda ‘Villa Matilde’.

‘Tornare a vinificare una piccola quantità di Falerno nelle giare come veniva fatto nell’antichità è un omaggio alla sua storia e a nostro padre che dedicò anni di studi e ricerche a questo vino straordinario, il più antico d’Italia, che oggi è ambasciatore del nostro territorio nel mondo’, aggiunge la sorella Maria Ida.

Il progetto è sicuramente affascinante ed è stato curato con la consulenza scientifica dell’enologo Riccardo Cottarella e dell’archeologo Luigi Crimaco.

Non ci resta che aspettare per poter assaggiare, nel prossimo futuro, il vino di un lontano passato.

Una cosa che 2000 anni fa non c’era erano i solfiti: assunti in quantità provocano mal di testa, osteoporosi, cattiva digestione, allergie.

a.po

 

Anfore, Antichi Romani, Falerno, vino

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