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Pesca, riprende nell’Adriatico, nuovo stop nel Tirreno

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Il provvedimento voluto dal Ministero delle Politiche agricole prima dell’inizio dell’estate si era reso necessario per permettere il ripopolamento dei nostri mari. Le imbarcazioni ripartono nell’Adriatico ma si fermano fino al 29 ottobre nel Tirreno

Oltre al caldo, effettivamente fuori tempo massimo, il mese di ottobre porta in dote anche una buona “novella” per tutti gli amanti del pesce fresco: oggi, primo giorno lavorativo del nuovo mese, è la prima occasione utile per tornare a pescare nel Mare Adriatico. Si sblocca la situazione delle imbarcazioni tenute forzatamente chiuse nei porti delle capitanerie che vanno da Trieste e Brindisi e il mercato del pescato fresco può brindare.

La misura del “fermo”, decisa dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, si era resa necessaria a fine luglio (per l’Adriatico, per il Tirreno si chiude dal 30 settembre al 29 ottobre) per ripopolare i nostri mari e permettere alle specie di tornare ad “affollare” le acque. La lunga sospensione dell’attività in Adriatico, ha fatto sapere la Coldiretti, garantirà una buona disponibilità di tutti i tipi di pesce, dalla triglia alle alici, dalla seppia al calamaro fino alla sogliola che potranno essere acquistate con il miglior rapporto prezzo qualità per zuppe, grigliate e fritture.

La attuale situazione fa pensare che il pesce, da ottobre, potrebbe trovarsi a buon mercato nelle pescherie, salvo speculazioni sui prezzi, soprattutto se si cercano triglie di fondo, moli, alici, e gli ingredienti per la zuppa o il brodetto di pesce. La ripresa dell’attività delle marinerie adriatiche, per adesso, non sarà comunque a tempo pieno. Il provvedimento prevede, infatti, che per le otto settimane successive al fermo non si possa pescare il venerdì, sabato, domenica e i festivi, più un ulteriore giorno di stop a scelta degli armatori. Ancora un po’ di pazienza, quindi, ma di sicuro per il momento ci si potrà accontentare…

Giacomo Gallo

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