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Malati cronici, aumentano costi e diminuiscono servizi

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Il rapporto di Cittadinanzattiva: sempre più spesso i pazienti devono rivolgersi al servizio privato e i costi lievitano

 

Sempre più spesso sotto la scure dei tagli alla spesa pubblica finisce il capitolo sanità. Sprechi, inefficienze, enormi differenze fra regioni spingono ogni esecutivo a mettere mano al Fondo sanitario nazionale: nell’ultima legge di stabilità per il 2015 sarà previsto un taglio di 1,5 miliardi. Ma i tagli fanno già sentire i loro effetti, come evidenzia il XIII Rapporto sulle politiche della cronicità, dal titolo “Servizio sanitario: pubblico accesso?” presentato dal Coordinamento delle associazioni dei malati cronici (CnAMC) di Cittadinanzattiva. Il rapporto evidenzia tutte le difficoltà a cui vanno incontro i cittadini affetti da una malattia cronica.

Nel 36,7% si segnala l’interruzione della terapia farmacologica, determinata per oltre il 70% dei casi da problemi di budget dell’ospedale o della ASL. Il malato è dunque costretto ad affrontare i costi dei privati: rispetto al 2012 si passa per esempio da 9000 a 9700 euro in media l’anno per la badante, da 650 a 737 euro per l’acquisto di farmaci.

Per la retta di una struttura residenziale o semiresidenziale si è passati da una spesa media di oltre 7mila euro annui a 17.435 euro, 1.233 euro è la media delle spese di viaggio per cura. A pesare molto è anche la quasi impossibilità di conciliare la malattia con il lavoro, sia per il paziente che per la famiglia che l’assiste. Dall’altro lato i servizi risultano spesso carenti e inadeguati. L’assistenza domiciliare per esempio viene erogata in media da un minimo di 1,2 ore ad un massimo di 4,2 ore al giorno, per massimo 4 giorni a settimana.

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diminuiscono servizi, farmacologia, rapporto di Cittadinanza

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