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L’olio d’oliva extravergine? Piu’ buono se estratto con la neve carbonica

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Un team di ricercatori del dipartimento di Scienze Agrarie dell’Universita’ di Pisa ha brevettato un nuovo sistema per migliorare notevolmente la qualita’ dell’olio d’oliva extravergine

L’olio d’oliva extravergine diventa più buono se estratto con una nuova tecnica appena brevettata: la ‘neve carbonica’.

La neve carbonica, ideata da un team di ricercatori del dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari Agro-ambientali dell’Università di Pisa, rappresenta un nuovo modo di mantenere tutte le qualità nutrizionali dell’olio d’oliva extravergine. Si tratta, in pratica, di anidride carbonica allo stato solido che viene utilizzata nel processo estrattivo per avere:

– Una maggiore quantità di olio (in media il 9% in più, cioè 17.4 kg di prodotto invece di 16 kg per quintale di olive),

– Una migliore qualità nutrizionale dell’olio (che ad esempio contiene in media il 6% in più di vitamina E)

– Una maggiore resistenza ai processi ossidativi dell’olio. L’olio estratto con la neve carbonica infatti, può essere conservato più a lungo di quello ricavato utilizzando le tecnologie convenzionali.

L’olio d’oliva extravergine estratto con la neve carbonica (ossia aggiungendo la CO2 allo stato solido, alle olive prima della frangitura) rappresenta quindi, secondo il team di ricercatori dell’Università di Pisa, un nuovo modo di migliorare notevolmente la qualità del prodotto.

L’anidride carbonica solida infatti, provoca il congelamento dell’acqua presente all’interno dei frutti e la formazione di cristalli di ghiaccio che a loro volta determinano il collasso della struttura cellulare della polpa, facilitando la fuoriuscita delle sostanze e il loro trasferimento nell’olio, che si arricchisce così in metaboliti cellulari ad elevato valore biologico.

(ml)

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