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Il vostro bimbo piange? Meglio non accorrere subito

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Quando il bimbo piange non bisogna accorrere subito. Una ricerca australiana ha dimostrato che i bambini imparano così l’autocontrollo e si relazionano meglio

I primi anni di vita di vostro figlio sono belli e complicati. Se i sorrisi e i piccoli passi vi riempiono il cuore di gioia, i pianti notturni vi fanno rimanere svegli per giorni e mesi. Riposare, durante i primi mesi di vita del vostro bimbo sembra una missione impossibile. O forse no, basta educarli anche in questo. Secondo una ricerca Australiana quando i bimbi piangono non bisogna accorrere subito da loro, bisogna lasciare che impari da solo a controllare il pianto e a calmarsi,

Per educare i bambini che piangono durante la notte al sonno continuo, secondo i ricercatori, bisogna proprio seguire un programma: la prima notte, se il bimbo piange, bisogna aspettare due minuti prima di correre a confortarlo, la seconda cinque, la terza dieci e così via. Fino a che non imparerà a calmarsi da solo e a riaddormentarsi.

Non solo. Per evitare che il bimbo pianga durante la notte, tenendovi svegli fino a tardi, vi è anche una seconda regola, chiamata ‘camping out’: per tre notti bisogna posizionare una sedia accanto al lettino del bambino, accarezzandolo fino a che non si addormenta, nei giorni successivi bisognerà allontanare pian piano la sedia, non parlandogli e non giocando con lui fino a che non prende sonno. Funzionerà? Secondo la ricerca australiana, che ha coinvolto 326 bambini, sì. Il non confortare subito il bambino porterà anche altri benefici: chi è stato poco consolato dalla mamma ha una capacità di relazionarsi maggiore rispetto agli altri.

(gc)

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