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Aranciata e limonata dovranno contenere almeno il 20% di frutta

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Aranciata e limonata dovranno contenere almeno il 20% di succo di frutta fra i loro ingredienti. Un logo indichera’ la qualita’ italiana

Le aranciate e le limonate dovranno contenere almeno il 20% di succo di frutta fra gli ingredienti. Lo prevede l’emendamento approvato dalla Commissione Affari sociali durante la conversione del decreto Sanità proposto dal Ministro alla Salute, Renato Balduzzi. L’emendamento, fortemente voluto anche da alcuni deputati della Commissione agricoltura, si estenderà presto anche a tutte le altre bevande a base di agrumi.

Ad essere obbligati ad inserire almeno il 20% di frutta, quindi, non saranno solo i produttori dei succhi, ma anche quelli di bevande analcoliche a base si arancia e limoni. Non solo. Un’altra modifica introdotta dall’emendamento prevede  che le bibite con i nomi che richiamano alla frutta non possano più contenere ‘concentrato o liofilizzato o sciroppato del frutto o della frutta di cui alla denominazione’, ma succo.

L’intento dell’emendamento che obbliga le aranciate e le limotate al 20% di succo di frutta è quello di far bere agli italiani delle bevande più genuine, non certo quello di mettere in difficoltà le aziende del settore, che potranno continuare a produrre le loro classiche aranciate e limonate, con succo inferiore al 20%, vendendole, però, al mercato estero. In Europa, per esempio, il limite della percentuale di frutta è pari al 12%. Le bevande in regola avranno un un logo di qualità italiana del prodotto, che attesterà che si tratta di vera aranciata o limonata. Le bevande con presenza di succo di frutta inferiore al 20% non potranno più chiamarsi aranciata o limonata, ma acqua gassata.  

(gc)

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