A Livorno l’oasi delle albicocche

A Livorno una piccola oasi dedicata alle albicocche, per recuperare il valore nutritivo e organolettico del frutto
Si nasconde a Venturina un lembo di terra completamente dedicato alle albicocche, un frutto estivo apprezzato da grandi e piccini. Su sei ettari e mezzo di terra della provincia di Livorno, infatti, si estende l’oasi delle albicocche dell’Università’ di Pisa, dove da oltre quarant’anni i ricercatori dell’ateneo lavorano per selezionare questo frutto, cercando anche di recuperare le varietà più antiche e autoctone.
Le selezioni di albicocche allo studio dei ricercatori, ad oggi, sono più di cento tipi. E trenta, tra queste, sono state già selezionate e battezzate. La capostipite può essere l’albicocca Pisana, un genotipo classificato ormai come autoctono: buccia rosso-arancio, ricca di antiossidanti, che ha dato vita, attraverso incroci con albicocchi europei ed extraeuropei, ad alcune varietà più recenti come ad esempio la Claudia, la Bona o l’Ammiraglia.
‘Uno dei nostri obiettivi e’ di recuperare il valore nutritivo e organolettico, quindi il sapore, delle varieta’ piu’ antiche senza dimenticare però di migliorare i frutti dal punto di vista dell’aspetto esteriore, che e’ uno degli elementi fondamentali alla base della scelta dei consumatori’, spiega Rossano Massai del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Universita’ di Pisa che prosegue il lavoro di miglioramento genetico dell’albicocco in collaborazione con la dottoressassa Raffaella Viti e il dottore Calogero Iacona.
gc




I commenti sono chiusi.