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Cosa mangiavano gli abitanti di Pompei e di Ercolano?

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Dall’analisi dei corpi svelate le abitudini alimentari delle persone morte nell’eruzione del Vesuvio del 79 d.

Nella storia del nostro paese riveste una notevole importanza l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., durante la quale il vulcano coprì interamente le città di Pompei ed Ercolano.

Tra i morti ci furono quelli che non si accorsero minimamente di quello che stava per succedere così come quelli che cercarono rifugio dalla catastrofe, nascondendosi, per esempio, in antri di pietra sulle spiagge vicine. Anche questi ultimi, però, nonostante la fuga, non riuscirono a evitare la morte: in totale, 340 individui sono stati ritrovati tra la spiaggia e gli antri di pietra.

Poter studiare 17 di questi corpi, per gli scienziati è stata una vera opportunità.

Gli ha permesso di sfruttare la bioarcheologia per avere “un’istantanea” delle abitudini di una popolazione lontana nel tempo e confrontarla con le nostre.

Per esempio per quanto riguarda la dieta.

In uno studio pubblicato su Science Advances, infatti, i ricercatori si sono concentrati sulle ossa degli individui ritrovati per descrivere, attraverso l’utilizzo delle proteine, le fonti di cibo che nutrivano la gente di Pompei ed Ercolano. Confrontando le caratteristiche del contenuto proteico delle loro ossa con quelle dei pesci, degli animali terrestri e delle piante alimentari dello stesso periodo, infatti, lo studio è riuscito a determinare chi stava mangiando cosa in quel momento.

Gli scienziati hanno scoperto che gli uomini mangiavano più pesce e le donne tendevano a mangiare più prodotti di origine animale e frutta e verdura coltivate localmente.

Il pesce era più difficile da raggiungere e quindi più costoso, affermano gli autori, suggerendo che lo status sociale più elevato degli uomini potrebbe spiegare il divario di genere nelle loro diete.

Per quanto riguarda il confronto con la nostra modernità, invece, i risultati suggeriscono che la dieta mediterranea, spesso pubblicizzata come la più salutare per noi, non è stata sempre la stessa, anzi: è cambiata negli ultimi 2000 anni. Gli abitanti di Pompei ed Ercolano, per esempio, al momento dell’eruzione del Vesuvio probabilmente mangiavano molto più pesce di quello che la nostra dieta include oggi e molti meno cereali.

Si tratta di una scoperta molto interessante perché, come hanno scritto gli autori, potrebbe consentire altri confronti precisi tra le diete passate e le versioni attuali e fornire informazioni sulla nostra comprensione di come i cambiamenti in queste diete influiscano sulla salute umana.

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