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Liquirizia fai da te, come coltivarla sul balcone

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Coltivare la liquirizia sul proprio balcone e’ veramente semplice e  non richiede cure specifiche, ma fate attenzione il raccolto arriva solo dopo tre anni dall’impianto della coltura

La liquirizia è veramente buona, piace a grandi e piccini. Perché, quindi, non coltivarla sul balcone? Perché aspettare le feste e le bancarelle per fare la scorta di rotelle nero lucide o di stringhe lunghe?

Coltivare la liquirizia sul balcone è semplice e il procedimento non è poi così diverso dalla coltivazione delle altre spezie, anzi, forse è anche più semplice.  La liquirizia, infatti, è una pianta aromatica, Glycyrrhiza glabra,  che non ha bisogno di cure assidue e particolari. Questa spezia è un arbusto perenne della famiglia delle leguminose, ‘parente’ dunque dei piselli. Le foglie della pianta hanno un aspetto delicato, ma in realtà, hanno una tempra piuttosto robusta.

L’impianto della coltura di liquirizia raramente viene eseguito partendo dal seme dato che esso difficilmente consente di ottenere impianti uniformi e rese elevate. La tecnica di impianto più consueta consiste nel prelevare in autunno, da una coltura di liquirizia già in atto, rizomi lunghi 10-15 cm e del diametro di 1-1,5 cm provvisti di almeno 3 nodi. Il rizoma, subito dopo la raccolta, deve essere messo a dimora orizzontalmente sul fondo di un solco profondo 20-30 cm. Meglio coltivare più piantine, dal momento che il raccolto della liquirizia arriva solo nell’autunno del terzo anno, quando le foglie iniziano ad essiccare. Della liquirizia si raccolgono le radici, che possono essere mangiate e assaporate solo per gusto o possono essere utilizzate a scopo medico, ad esempio contro l’ulcera allo stomaco.

Durante la coltivazione della liquirizia ricordiamoci di irrigare la pianta subito dopo l’impianto della coltura e ogni volta che il terreno è veramente asciutto. Fare attenzione ad evitare la formazione di pericolosi ristagni idrici.

(gc)

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