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Le fattorie urbane si costruiscono sopra i tetti delle fabbriche dismesse

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Il progetto Urban farmers rooftop, mira a sfruttare le coperture industriali inutilizzate per l’installazione di urban farm in grado di ridistribuire frutta e verdura in citta’

Le fattorie urbane in città si costruiscono sopra i tetti delle fabbriche. E’ questa la brillante idea proposta dall’architetto Antonio Scarponi, che ha intuito il potenziale inespresso delle grandi aree metropolitane proprio nello sfruttamento delle immense coperture industriali. 

I grandi tetti piatti dei capannoni industriali infatti, si presterebbero tranquillamente ad accogliere le ‘urban farm’, in grado di sfruttare le coltivazioni (più o meno estese) di frutta e verdura e l’allevamento dei pesci per uso alimentare da ridistribuire localmente in città, quasi a km 0.

Le fattorie urbane o ‘urban farm’, sono dei veri e propri mini centri agricoli di città, provvisti, in questo caso, di tutte le attrezzature necessarie per garantire un miniallevamento ittico e una coltivazione idroponica per le piante

Il progetto suggerito dall’architetto Scarponi, denominato ‘Urban farmers rooftop’, cavalca la scia di esempi già esistenti in altre città come Londra e New York, dove aree urbane inutilizzate sono state ‘riqualificate’ per costituire delle micro fattorie.

Le fattorie urbane del progetto ‘Urban farmers rooftop’, in particolare, ruotano attorno all’impiego di un semplice sistema acquaponico che da solo permette di mantenere in equilibrio l’intero ambiente delle ‘urban farm’, dove da una parte l’allevamento dei pesci nutre la vegetazione, mentre dall’altra nello stesso tempo le piante mantengono pulite le vasche. Il sistema acquaponico, per chi non lo sapesse, è infatti una tipologia di agricoltura mista ad allevamento sostenibile, basata su una combinazione di acquacoltura e coltivazione idroponica, al fine di ottenere un ambiente simbiotico. In un sistema acquaponico l’acqua delle vasche per acquacoltura viene pompata in quelle idroponiche, in modo tale che le piante che vi si trovano possano filtrarla sottraendo diverse sostanze di scarto dei pesci, traendone contemporaneamente nutrimento. L’acqua così filtrata potrà quindi essere reimmessa nelle vasche per acquacoltura e riprendere il suo ciclo.

La parte più interessante del progetto, riguarda comunque lo sfruttamento dei tetti industriali: due container ‘pre-assemblati’ con sistema acquaponico, vengono calati sulle coperture dei capannoni. I container contengono quindi già le serre per la coltivazione delle piante ed una serie di blocchi destinati agli uffici ed alle sedi amministrative, tutto rigorosamente sviluppato secondo un layout che permette di superare la storica dicotomia tra città e campagna, portando l’agricoltura urbana delle ‘urban farm’ direttamente nel cuore delle aree industriali.

Il progetto ‘Urban farmers rooftop’ attualmente, ha riqualificato 400 mq di copertura relativa ad un capannone industriale a Basilea, in Svizzera.

(Matteo Ludovisi)

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