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Frutta e verdura, prezzi alle stelle, per lo sciopero dei tir. Ma in molti speculano

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Zucchine a 6 euro, melanzane a 4, arance a 3, pomodori pachino a 7,50. Lo sciopero dei Tir ha bloccato il mercato, con un conseguente aumento dei prezzi di frutta e verdura. In tanti, però, speculano

Il prezzo di frutta e verdura sale di ora in ora. Zucchine, pomodori, melanzane e arance sono venduti a peso d’oro.  Perché? Perché lo sciopero dei Tir, contro il Decreto Liberalizzazioni, ha paralizzato il mercato, provocando danni per 50 milioni di euro al giorno. La frutta e la verdura che quotidianamente raggiungevano i mercati e i supermercati sono rimasti bloccati nelle aziende di provenienza. Con una conseguente diminuzione degli alimenti sugli scaffali e un innalzamento esagerato del costo di ciò che è rimasto, o di ciò che miracolosamente è arrivato.

Raddoppia, nel migliore dei casi, anche il prezzo di frutta e verdura di stagione. E così le arance si vendono a 2-3 euro al chilo, i carciofi da 40 centesimi l’uno a 1-1,50 euro l’uno. Si moltiplica il prezzo anche di ciò che le serre ci hanno abituato a comprare tutto l’anno: zucchine da 1,50 euro a 6 euro al chilo, pomodori pachino da 2 a 7,50 euro al chilo, melanzane da 1 euro a 4 euro al chilo. E questi sono solo alcuni dei prodotti che hanno subito il rincaro.

Prezzo ancora sostenuto per le patate. E diciamo ancora. Visto il basso costo, infatti, vanno a ruba e presto, se non ci sarà il rifornimento,  scarseggeranno. Chi si aggiudicherà le ultime rimaste? Forse si giocherà all’asta. Chi offrirà di più.  Perché, ammettiamolo, in tanti si nascondono dietro la scusa dello sciopero. E speculano, alzano i prezzi e provano a guadagnarci.

E tra un po’ ci si dovrà preoccupare anche di pane e pasta. 

(GC)

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