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Aumento dei casi di cancro in Basilicata. Petrolio indiziato, i medici in allarme

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Inizierà una ricerca per stabilire se l’aumento delle malattie è dovuto a cause ambientali

Non c’è ancora un’evidenza scientifica che l’aumento dei tumori nella zona della Val d’Agri in Basilicata sia legata alle estrazioni petrolifere, ma i medici sono in allerta per la salute pubblica.

Per questo sta per partire una ricerca, finanziata dai comuni di Viggiano e Grumeto Nova e dal Cnr di Pisa per un totale di un milione di euro che ha lo scopo di valutare se l’aumento di tumori sia effettivamente dovuto a cause ambientali. 

Verranno compiuti rilievi biologici e funzionali a 200 cittadini dei due comuni.

‘Può sembrare assurdo – ha spiegato all’Adnkronos Salute Giambattista Mele, medico di famiglia di Viggiano e referente dell’Isde, medici per l’ambiente di Potenza – ma anche se le estrazioni petrolifere in Basilicata sono state avviate da decenni, non disponiamo di dati epidemiologici affidabili sull’impatto ambientale e sanitario’.

I medici lucani sono preoccupati per l’incidenza di alcune patologie nell’area e per questo, come spiega lo stesso Mele, ‘all’interno dell’Ordine dei medici di Potenza, nascerà a breve una struttura dedicata alla relazione tra ambiente e salute nella nostra Regione. Un modo per sensibilizzare di più i professionisti sul problema, ma anche per lavorare sull’epidemiologia e capire meglio che cosa sta accadendo in Basilicata, attraverso una fotografia chiara, basata su numeri incontrovertibili’.

I dati dello studio dovrebbero arrivare entro quest’anno e a quel punto il quadro sarà un po’ più chiaro, anche se non si dispongono di dati del periodo pre-trivelle e per questo una comparazione è difficile.

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