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Covid: Codogno un anno dopo – volontario, ‘in quarantena per paziente 1, nulla sarà più come prima’ (2)

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(Adnkronos) – A Codogno le vittime hanno volti familiari, sono morti della porta accanto – due i volontari della Croce Rossa deceduti per Covid -, tante le famiglie distrutte da un virus contro cui bisognerà combattere ancora a lungo. “Non è ancora finito niente. L’ultimo periodo non ha nulla a che vedere con i primi tre o quattro mesi che hanno lasciato più il segno e pensavo ‘non ce la faremo’. Non si sa quando finirà tutto questo, credo che il virus seguiterà a incidere sulla normalità, sul modo in cui continueremo a proteggerci: penso alle tute da indossare in ambulanza o alle mascherine diventate una seconda pelle. Dubito che torneremo a tenere corsi in aule affollate, non ritengo che ci libereremo a breve delle mascherine, io credo che questa emergenza abbia segnato un prima e un dopo. E no, non ne usciremo migliori”, dice il 35enne appena vaccinato.

“Anche se avessi avuto una telecamera addosso durante i miei interventi c’è chi avrebbe gridato a una messinscena. Io non sono nessuno per dire alla gente cosa deve fare, ma so qual è la realtà e quali sono gli atteggiamenti giusti da tenere. Io con i negazionisti non discuto, io so cosa ho visto, ricordo ogni ‘grazie’ ricevuto con lettere e telefonate dai pazienti e dai parenti. Sono contento di aver seguito il corso della Croce Rossa 11 anni fa, dal primo giorno ho imparato qualcosa di utile per me e per altri e continuerò a mettere a disposizione il mio tempo per aiutare chi ha bisogno”, conclude Luigi Grazioli.

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