**Cinema: è morto Peppino Rotunno, maestro della fotografia di Visconti e Fellini** (2)
(Adnkronos) – Ritornato in patria, dal 1946 fu assistente degli operatori Rodolfo Lombardi, Otello Martelli, Carlo Carlini e Gabor Pogany. Ebbe la grande occasione della sua carriera quando sostituì Gianni Di Venanzo al fianco del direttore della fotografia G.R. Aldo per “Umberto D.” (1952) di Vittorio De Sica. Operatore nel primo film a colori di Visconti, “Senso” (1954), quando Robert Krasker abbandonò il set per contrasti con il regista, fu lui a condurre a termine le riprese, pur senza essere accreditato. Questa esperienza gli procurò la fama di abile manipolatore dei negativi a colori, all’epoca dotati di scarsa sensibilità, e gli aprì la strada per la carriera di direttore della fotografia, nella quale esordì con “Pane, amore e…” (1955) di Dino Risi. Firmò poi le immagini a colori di grandi produzioni italiane e americane, tra cui “Tosca” (1956) di Carmine Gallone, “Policarpo, ufficiale di scrittura” (1959) di Mario Soldati, “La Maja desnuda” (1959) di Henry Koster.
Nel campo del bianco e nero dette tridimensionalità ai corpi attraverso la gamma dei grigi e l’uso di velatini e garze, con risultati di grande raffinatezza nei drammi viscontiani “Le notti bianche” (1957) e “Rocco e i suoi fratelli” (1960), insuperato esempio di sensualità chiaroscurale che gli valse il suo primo Nastro d’argento, nel kolossal “L’ultima spiaggia” (1959) di Stanley Kramer, e nelle commedie di Mario Monicelli “La grande guerra” (1959) e “I compagni” (1963).
Con “Cronaca familiare” (1962) di Valerio Zurlini portò il colore nel genere drammatico, sovvertendo i canoni fotografici dell’epoca. La sua cultura visiva gli consentì di condurre in porto progetti raffinati come “Il Gattopardo” (1963) di Visconti, denso di richiami figurativi alla pittura ottocentesca, e grandi operazioni spettacolari quali “La Bibbia” (1966) di John Huston.

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