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Ramazza (Assolavoro): “Calo occupati è grave, Recovery Plan occasione irripetibile”

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Roma, 2 feb. (Labitalia) – “La situazione complessiva relativa all’occupazione è molto seria, il calo del numero degli occupati, soprattutto delle donne, è grave e la tendenza prosegue, seppure attenuata, da molti mesi. L’occupazione femminile è molto presente proprio in alcuni dei settori più colpiti, si pensi ai negozi, alla ristorazione”. Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Alessandro Ramazza, presidente di Assolavoro, l’associazione nazionale delle agenzie per il lavoro che rappresenta l’85% del settore, commenta gli ultimi dati Istat sull’occupazione, che segnalano la perdita di 444 mila posti di lavoro nel 2020, con un calo di 101mila lavoratori solo a dicembre, 96mila dei quali donne.

E dal comparto dalle agenzie per il lavoro non arrivano ancora segnali completamente positivi. “Nell’ambito della somministrazione di lavoro, che solitamente anticipa andamenti più ampi dell’occupazione, registriamo tenuissimi segnali di ripresa, molto fragili per poter considerarli già una inversione di tendenza”, aggiunge Ramazza.

Sui dati sul Pil dell’Istat di oggi Ramazza è cauto. “È presto -sottolinea- per fare considerazioni di lungo raggio, vi sono tuttavia settori che da marzo dello scorso anno hanno visto aumentare in maniera verticale la domanda (tutto il settore della sanità, ovviamente, il digitale, l’agroindustria, la logistica, per esempio) e altri che piano piano provano a ripartire. La situazione complessiva, tuttavia, resta molto critica. E alcune stime, come quelle di Confindustria, prevedono un forte rimbalzo non prima del terzo trimestre di quest’anno”, sottolinea.

Una situazione che per Ramazza richiede maggior impegno dal governo. “Le misure per ‘tamponare’ l’emergenza -sottolinea il presidente di Assolavoro- hanno provato ad evitare che ci fossero effetti più gravi e di ‘ristorare’ seppure in parte e talvolta in ritardo le categorie più colpite. Chiediamo, da tempo, di guardare più lontano e il Recovery Plan rappresenta l’occasione irripetibile per farlo”.

E per il mondo delle agenzie per il lavoro l’emergenza coronavirus ha fatto segnare anche nuove tendenze nelle ricerca dei profili professionali. “Ci sono alcune figure professionali -spiega Ramazza- che sono strettamente legate all’emergenza Covid: si pensi ai rilevatori di temperatura e a chi svolge funzioni di controllo agli ingressi o per evitare assembramenti; altre hanno avuto una vera e propria esplosione di richieste, come i professionisti delle piattaforme per la comunicazione digitale o gli esperti di cyber security”.

Secondo Ramazza, “le agenzie intercettano per prime queste tendenze, individuano, selezionano e laddove occorra formano le figure professionali, spesso assumendole direttamente a tempo indeterminato (oltre 100mila sono i lavoratori in somministrazione con un contratto stabile)”.

“Avere contezza che il know how dei nostri 10mila dipendenti diretti e una ‘infrastruttura’ con 2.500 filiali in tutta Italia rappresentano un patrimonio e una opportunità per favorire l’occupazione di qualità è la premessa per guardare al futuro del lavoro con gli ‘occhiali giusti'”.

Ma per rilanciare appieno l’occupazione secondo Ramazza sono “due sono i fronti sui quali lavorare principalmente: politiche attive inclusive, basate sul coinvolgimento di tutti gli operatori, pubblici e privati, orientate al risultato, ovvero all’occupazione delle persone, imperniate su indicatori di qualità e di efficienza che permettano il confronto tra i vari soggetti ai quali i candidati possono rivolgersi, e capaci di premiare anche il servizi funzionali a favorire l’occupabilità”, sottolinea.

“L’altro fronte -spiega Ramazza- riguarda le tutele dei lavoratori. Per evitare pericolosi scivolamenti verso forme di sottoccupazione o ulteriore disoccupazione, vanno tirata una linea netta tra contratti che, seppure flessibili, garantiscono tutti i diritti, le tutele e la retribuzione del lavoro dipendente e tutti gli altri”.

“La somministrazione a temo determinato e i contratti a termine vanno privilegiati, in primis togliendo inutili vincoli, come le causali e i costi aggiuntivi”, aggiunge Ramazza.

E il presidente di Assolavoro sottolinea che nelle ultime settimane “tra le figure professionali, oltre agli infermieri, per i quali si sta facendo uno sforzo straordinario nonostante le carenze nel settore siano di lungo corso, con il nostro Osservatorio abbiamo evidenziato i trenta profili più richiesti, che vanno dal software engineer all’addetto alle macchine a controllo numerico. Trasversalmente soft skills e attitudine a lavorare in ambienti digitali rappresentano chiavi di successo”, conclude.

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