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Usa: ex spia Kgb, ‘Trump un asset dei russi per 40 anni’

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Washington, 29 gen. (Adnkronos) – Per 40 anni i russi hanno coltivato i rapporti con Donald Trump considerato un “asset” della propria intelligence. Ad affermarlo è Yuri Shvets, ex spia del Kgb che ha operato a Washington negli anni ottanta, ed è la principale fonte di “American Kompromat”, nuovo libro del giornalista Craig Unger già autore di “House of Trump, House of Putin”.

“Questo è un esempio di come le persone venivano reclutate quando erano studenti e poi arrivavano a posizioni importanti, qualcosa del genere è successa con Trump”, ha detto, in un’intervista al Guardian, il 67enne ex agente segreto, che, dopo aver lavorato per Kgb usando come copertura l’incarico di corrispondente della Tass, nel 1993 ha ottenuto la cittadinanza americana. In passato ha lavorato nel settore della sicurezza privata ed è stato partner di Alexander Litvinenko, l’ex agente russo assassinato a Londra nel 2006.

Nel suo libro Unger scrive che Trump attirò l’attenzione dei russi la prima volta nel 1977 quando sposò la sua prima moglie, la modella cecoslovacca Ivana Zelnickova. Divenne così l’obiettivo di un’operazione condotta dall’intelligence cecoslovacco, in collaborazione con il Kgb.

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