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**Clima: a Venezia dal ’50 escalation paurosa acqua alta** (2)

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(Adnkronos) – Ma l’impatto di un fenomeno locale come questo “si va sommando agli effetti dell’innalzamento del livello dei mari provocato dal riscaldamento globale, trasformando un fenomeno familiare come l’acqua alta in alluvioni di immani proporzioni che fanno alzare un grido di allarme in tutto il mondo”. Di fronte a questi scenari, National Geographic ricorda che gli scienziati hanno fatto della città di Venezia un grande laboratorio a cielo aperto dove capire e misurare l’effetto dei cambiamenti climatici sul pianeta e mettere a punto soluzioni capaci di salvare la ‘città dei Dogi’ e con lei, le altre città costiere del mondo minacciate dall’innalzamento del livello degli oceani.

Per arginare la furia del mare e salvare la città, gli esperti sono inoltre alle prese con una delle più monumentali opere di ingegneria idraulica mai costruita dall’uomo: il Mose. Una gigantesca struttura su cui sono incernieriate le paratoie. Enormi scatoloni gialli che rimangono invisibili sotto il livello dell’acqua fino quando non vengono riempiti d’aria e alzati per bloccare la marea. Un sistema che lo scorso 3 ottobre, entrando in funzione, è riuscito per la prima volta nella storia della città a bloccare una mareggiata. Molte le domande aperte, tra queste se adesso Venezia è finalmente al sicuro e quali saranno gli effetti dei cambiamenti climatici che si profilano all’orizzonte.

Gli occhi sono puntati sulla iconica laguna di cui i ricercatori hanno datato la nascita a soli 7000 anni fa: un batter d’occhio nella storia del pianeta. Questi fondali così giovani e instabili sono la causa del progressivo abbassarsi del suolo a Venezia e nella laguna. In 2000 anni di storia, Venezia e le sue isole sono sprofondate di qualcosa come 2 metri. Poi è arrivato il Mose, uno dei più imponenti progetti di ingegneria idraulica mai realizzati: 35 cassoni in cemento alti come palazzi di 3 piani, 78 barriere mobili d’acciaio, concepite per bloccare maree alte fino a 3 metri, ancorate al fondale con 156 enormi cerniere del peso di 34 tonnellate l’una. Il cuore nevralgico del Mose si trova a 19 metri sotto il livello del mare con un complesso di corridoi in cemento armato lungo 1.600 metri: qui sono situati gli impianti, i cavi, i tubi dell’aria compressa, la vera forza motrice del sistema.

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