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Mafia: assolto Mannino, cosa succederà adesso al processo trattativa di Palermo?/Adnkronos

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Palermo, 11 dic. (Adnkronos) – Il telefono cellulare che il boss Totò Riina avrebbe tenuto in cella, le nuove rivelazioni dell’ex guardia giurata Pietro Riggio – vicino a Cosa nostra poi diventato collaboratore di giustizia – l’archiviazione della posizione del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro. Il troncone principale del processo d’appello sulla trattativa tra Stato e mafia è arrivato quasi a metà del percorso. La sentenza di secondo grado è prevista per il 2021. Ma sono in tanti a chiedersi se l’assoluzione definitiva dell’ex ministro Calogero Mannino che ha scelto il giudizio abbreviato nel processo trattativa, possa avere delle ripercussioni anche sul troncone principale del dibattimento giunto in appello. Secondo l’ex Procuratore aggiunto Antonio Ingroia Mannino è stato assolto perché, con l’abbreviato, “i giudici non si sono potuti fare un’idea” perché “non hanno potuto sentire direttamente le fonti di prova”.

In primo grado, il 20 aprile 2018, furono condannati i boss mafiosi Leoluca Bagarella e Antonino Cinà, rispettivamente a 28 e a 12 anni, ma anche gli ufficiali del Ros Antonio Subranni e Mario Mori, condannati a 12 anni di carcere, e poi l’ex capitano del Raggruppamento operativo speciale Giuseppe De Donno condannato a 8 anni, l’ex senatore Marcello Dell’Utri, condannato a 12 anni. Prescritte, come richiesto dai pubblici ministeri, le accuse nei confronti del pentito Giovanni Brusca. Per Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino, era stata emessa una condanna a 8 anni per la calunnia nei confronti dell’ex capo della Polizia Giovanni De Gennaro. Ciancimino jr venne invece assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa “perché il fatto non sussiste”. L’ex Presidente del Senato Nicola Mancino è stato invece definitivamente assolto dall’accusa di falsa testimonianza.

A rappresentare l’accusa gli stessi sostituti procuratori generali del processo a Calogero Mannino, Giuseppe Fici e Sergio Barbiera. Tra i testimoni ‘eccellenti’ chiamati a deporre, l’11 novembre del 2019, l’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che si presentò all’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. Un’udienza che però durò solo pochi minuti perché l’ex premier si avvalse, a sorpresa, della facoltà di non rispondere.

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