Squali. Torna la psicosi e aumentano gli avvistamenti

Uno squalo bianco attacca un surfista in Australia e scatta la psicosi. Le immagini fanno il giro del mondo via web ed in tv e si moltiplicano gli avvistamenti, anche nei pressi delle coste italiane
Squali, torna la psicosi. Dopo la chiusura delle spiagge australiane a causa dell’attacco ad un giovane surfista da parte di uno squalo bianco, si moltiplicano avvistamenti e filmati anche in Italia.
Ma davvero gli squali aumentano di numero in Mediterraneo o è effetto della notizia che in poche ore ha ftto il giro del mondo?
Squali vicini alle coste italiane ultimamente se ne sono avvistati parecchi, come puntualmente riportano giornali e siti web. Ad esempio il 6 luglio scorso poco a largo delle coste di Acireale, alcuni ragazzi vedono la pinna di uno squalo. Tanto basta a diffondere il panico.
Il 2 luglio in Sardegna un diportista si imbatte in un grosso squalo elefante nella zona di Porto Ottiolu. Sulla costa di Taranto, vicino Marina di Chiatona, il 2 maggio viene avvistato uno squalo a due metri di profondità. Episodio confermato anche dalla Guardia costiera. Avvistamenti già c’erano stati mesi prima anche in Sardegna (a marzo) tra Budoni e Posada e in Puglia (nello stesso mese).
Le specie di squali che popolano il mediterrano sono oltre 47, ma i biologi marini tendono a frenare allarmismi ingiustificati: l’uomo non è preda naturale per gli squali, e quelli che vivono in Mediterrano generalmente non sono aggressivi.
D’altra parte, nella stessa Australia, paese dal quale è partito l’ennesimo allarme, i coccodrilli fanno molte più vittime di quante ne facciano gli attacchi di squali. Nessuno però ha mai messo in dubbio la scelta di proteggere i coccodrilli, imputando la responsabilità degli attacchi sempre e solo all’imprudenza dell’uomo.
(Red)

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