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Sul vulcano Stromboli in alta quota solo con Guide Alpine e Vulcanologiche

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Roma, 28 set. (Labitalia) – Un ‘Centro Coordinamento Escursioni’ per favorire immediate attività di soccorso in caso di rischio e il via alle escursioni fino a quota 400 metri. Con una nuova ordinanza, il sindaco di Lipari, Marco Giorgianni, autorizza le Guide Alpine e Vulcanologiche siciliane ad accompagnare i visitatori alla scoperta di uno dei vulcani più affascinanti del mondo e a gestire temporaneamente il flusso degli escursionisti. Oltre i 290 metri, infatti, sarà tassativamente vietato muoversi in libertà, lungo sentieri non privi di pericolo che solo chi è qualificato è in grado di percorrere in sicurezza. I professionisti della montagna ai quali il compito è affidato saranno proprio questi esperti di settore, inquadrati in un Ordine professionale di cui il Collegio regionale Guide Alpine e Vulcanologiche della Trinacria è l’organo di autogoverno e disciplina.

Sono stati mesi difficili quelli appena trascorsi, prima a causa dell’eruzione dell’estate 2019 e poi per via della pandemia da Covid-19, ma ora è tempo di guardare al futuro con fiducia come afferma il presidente, Cesare Bianchi: “Sono molto soddisfatto per la riapertura, seppure parziale, delle escursioni sul vulcano Stromboli. Per le nostre guide alpine e vulcanologiche è una boccata d’ossigeno dopo due stagioni estive in cui non abbiamo potuto lavorare a causa della chiusura conseguente agli eventi vulcanici del luglio e dell’agosto 2019”.

“Il Collegio regionale Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia – prosegue – si schiera al fianco del sindaco di Lipari facendosi garante del pieno rispetto delle indicazioni contenute nell’ordinanza e conferma tutti gli impegni già presi nella ‘Regolamentazione per l’accompagnamento nell’area sommitale e nelle aree attive del vulcano Stromboli’ con particolare riferimento alla gestione del Centro Coordinamento Escursioni, alla realizzazione della rete di comunicazione radio con copertura totale di Stromboli e alla collaborazione al fine di realizzare la rete di soccorso”.

La scelta esclusiva di questa categoria professionale è legata a una più completa conoscenza delle attività vulcaniche, raggiunta al termine di uno specifico e peculiare percorso di studi, che garantisce loro di mitigare e valutare il rischio vulcanico. Questo è indispensabile per via dell’attività persistente dello Stromboli, con una pericolosità connessa al verificarsi di esplosioni maggiori e di esplosioni parossistiche che sono sempre possibili e non prevedibili. Nonostante, dunque, l’ascesa non sia mai priva di rischi, le Guide Alpine e Vulcanologiche sono le più indicate ad adottare tutte le precauzioni possibili e a intervenire laddove necessario. I visitatori escursionisti, dunque, potranno al momento superare la quota di 290 metri solo se da loro accompagnati sul tratto dei sentieri di ‘Punta Labronzo’ e nel versante di Ginostra sul sentiero di Punta Corvi a partire da quota 130 e sino a quota 400 metri slm, con un massimo di 20 persone, dalle ore 11 alle ore 24.

La decisione del sindaco di Lipari, Marco Giorgianni, non è stata priva di polemiche. La risposta del primo cittadino dell’isola eoliana non si è fatta attendere, confermando che non si tratta di “semplici montagne, ma di un vulcano costantemente e potenzialmente pericoloso” ed è pertanto obbligatorio l’ausilio delle Guide Alpine e/o Vulcanologiche. “L’ordinanza è sicuramente un buon punto di partenza soprattutto per la programmazione del 2021, ma servono immediati interventi per risistemare i sentieri, per creare piazzole per l’osservazione dell’attività e, soprattutto, è urgente una corretta informazione per i visitatori”, ribadisce Mario Pruiti, delegato delle Guide Alpine e Vulcanologiche a Stromboli.

“Noi lavoriamo con il 90% di turismo straniero: se manca una segnaletica chiara e precisa, rischiamo di vedere escursionisti sulla zona sommitale ignari del pericolo. La pandemia non ha aiutato e ha di fatto fermato i lavori della Forestale; adesso, dobbiamo fare tesoro degli insegnamenti passati e ricordarci che siamo di fronte a un vulcano esplosivo e il pericolo maggiore, in questi casi, sono gli incendi che si generano. Occorre, dunque, ripristinare le linee tagliafuoco o vie di fuga del sentiero natura (per abbassare il rischio anche dei singoli escursionisti), così come i vecchi sentieri dei contadini e, non ultimo, bisogna bonificare il territorio dalla presenza di diverse stazioni di monitoraggio che a varie quote sono state irrimediabilmente danneggiate dopo l’esplosione. Rappresentano ad oggi un vero scempio a livello ambientale ed estetico. Solo con una pianificazione completa, noi potremo sopravvivere come attività e i turisti si sentiranno liberi di muoversi e passeggiare in tutta sicurezza”, conclude.

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