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Coronavirus: direttore Rsa Milano, ‘nulla da recriminarmi, seguiti tutti i protocolli’ (2)

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(Adnkronos) – Poi c’è la questione tamponi. Lo screening su tutti gli anziani della struttura è il primo perché i tamponi in Lombardia “si sono sempre fatti sui sintomatici, anche nelle Rsa, oppure a tappeto in caso di sospetto focolaio, come è avvenuto nel nostro caso”. Quindi, dice Meneghini, “non sappiamo da quanto tempo queste persone siano positive, parlo sia degli anziani che dei lavoratori. Non sono così certo – aggiunge – che sia la seconda ondata, potrebbe essere anche un residuo della prima”. Nel caso dei quattro dipendenti positivi al test per il Covid19, non è nemmeno detto che siano contagi da rientro dalle ferie. “So che una di loro non è andata in ferie. Gli altri verificheremo, ma non mi pare siano andati all’estero”. La soluzione ideale sarebbe quella di “fare un tampone al giorno all’ingresso delle strutture, ma non è possibile”.

Nelle prossime settimane non è previsto che l’Ats di Milano faccia un nuovo screening. “Lo valuteremo assieme all’Ats perché sono misure che non trovano una risposta immediata nelle indicazioni regionali. Ci consulteremo con gli enti territoriali e vedremo come fare”. Il ruolo dell’Ats ora “è di supporto, ma non ha preso in carico futuri tamponi delle strutture. Sono i gestori delle residenze che se ne devono fare carico nell’ambito delle indicazioni regionali. Ad oggi non è previsto che il tampone venga rifatto in modo così generalizzato: coloro che sono positivi vanno a casa e restano in quarantena fino al doppio tampone negativo”. (di Vittoria Vimercati)

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