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Milano: diamanti e opere d’arte, sequestrati due milioni a truffatore (2)

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(Adnkronos) – Nenad Jovanovic, di origine croata, si fingeva un facoltoso commerciante d’arte, altre volte un importante immobiliarista o addirittura un diplomatico. In questo modo, sin da quando era minorenne, riusciva a convincere le sue vittime a farsi dare ingenti somme di denaro o immobili di valore, promettendo lauti guadagni con operazioni di cambio. L’ultimo episodio è avvenuto lo scorso dicembre, quando è stato indagato in stato di libertà dalla squadra mobile della Questura di Milano per truffa aggravata in concorso: spacciandosi per un facoltoso acquirente, si è impossessato di un grosso diamante del valore di 3,2 mln di euro nella hall di un Hotel, dando denaro contante in un borsone rivelatosi composto da banconote false da 200 euro.

Nel corso di questi anni, Jovanovic ha mantenuto un elevatissimo tenore di vita, con abiti griffati, gioielli ed autovetture di grossa cilindrata, come una Ferrari 360 Modena Spider e un Audi A6, anche per rendersi credibile nelle sue false identità di uomo d’affari o di facoltoso collezionista di opere d’arte. Nel 2007, è stato segnalato dall’Interpol per quattro truffe rip-deal commesse in Germania, Svizzera e in Austria, utilizzando l’identità ‘Claudio Moro’.

Nel 2018, l’affare più ‘grosso’: Jovanovic è arrestato per aver sottratto due opere d’arte (olio su tavola raffigurante la “Sacra famiglia” di Peter Paul Rubens e olio su tela raffigurante “La Fanciulla Sul Prato” di Pierre Auguste Renoir), valutate 26 milioni di euro. Questa volta si era spacciato per un rabbino israeliano rappresentante della comunità ebraica milanese: incontrando i venditori in alcuni locali vicini al Consolato Generale, ha fatto credere che si trovassero nell’ente diplomatico. Dopo aver fatto depositare i quadri in un locale del presunto consolato, ha condotto le vittime in un’altra stanza e con una scusa si è allontanato sottraendo le opere d’arte, poi recuperate all’interno di un campo nomadi del Nord Italia.

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