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Formazienda, 3,5 mln per progetti formativi settore sociosanitario

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Roma, 22 apr. (Labitalia) – Dopo i 4 milioni e 700mila euro dell’Avviso 1 del 2020 Formazienda, il fondo interprofessionale che finanzia la formazione delle imprese italiane, stanzia altri 3 milioni e mezzo anche con l’obiettivo di premiare la partecipazione all’Avviso 2 di imprese del settore sociosanitario, socioassistenziale, delle farmacie e delle parafarmacie. Una grande attenzione è rivolta ai progetti formativi che prevedono la digitalizzazione o l’ammodernamento tecnologico.

“Durante l’emergenza epidemiologica il contributo del settore sociosanitario – commenta il direttore del Fondo Formazienda, Rossella Spada – è stato cruciale. Lo sarà ancora di più nei mesi a venire, fino al ritorno alla normalità. Il passaggio alla Fase 2, imminente, e alla successiva Fase 3 obbligherà tutte le imprese a ripensare il proprio modo di concepire e organizzare il lavoro. Per questa ragione Formazienda vuole mettere le imprese del settore nella condizione di poter ripartire beneficiando di nuove conoscenze e nuovi strumenti. La modalità di erogazione delle attività formative per ora, e fino a diversa disposizione governativa, restano in modalità fad on line con aula virtuale”.

Residenze per anziani, strutture sanitarie e assistenziali, farmacie e parafarmacie, sono state in prima linea dall’inizio dell’emergenza. Servono dunque misure di potenziamento e di lungo periodo per affrontare con efficacia la Fase 2. Le modalità di assistenza verranno ripensate alla luce del comportamento del virus.

“La formazione – ribadisce il direttore Spada – sarà la chiave di volta. Emergerà in maniera sempre più evidente la necessità di possedere competenze specifiche. Si tratta di un riallineamento che andrà ad impattare molteplici aspetti includendo le nuove prassi, le attrezzature più all’avanguardia, l’organizzazione del lavoro. I dipendenti devono poter contare sui percorsi di counseling e resilienza psicologica”.

Il Covid 19, anche nel settore socio sanitario e socio assistenziale, ha accelerato il processo di innovazione e digitalizzazione. Una tendenza trasversale che le imprese, prima dell’emergenza, avevano messo in agenda per il futuro. La pandemia impone ora l’acquisizione di nuove competenze professionali.

“Accanto a un meccanismo di premialità da riservare alle aziende del settore sanitario che richiederanno l’accesso ai finanziamenti per condurre a termine i percorsi di formazione – conclude il direttore Spada – abbiamo ipotizzato di privilegiare con forza chi sosterrà il rinnovamento tecnologico. Un cambiamento che per essere praticabile e realistico richiede competenze inedite che dimostreranno certamente tutta la loro utilità nella Fase2 e nella Fase 3”.

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