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Sergio Cofferati: “1° Maggio resta importantissimo, ora accordo nazionale per ripresa”

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Genova, 27 apr. (Labitalia) – “La festa del Primo Maggio resta importantissima. Anzi, quest’anno ancora di più degli anni passati perché non solo serve a valorizzare una delle fondamentali attività umane, ma perché quest’anno ci sarà nella festa il pensiero del ‘dopo’ pandemia da coronavirus”. Lo dice ad Adnkronos/Labitalia, Sergio Cofferati, che ha guidato la Cgil dal 1994 al 2002, in uno dei periodi più intensi, e anche di scontri (fu lui a portare al Circo Massimo tre milioni di persone contro la modifica dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori), del mondo del lavoro.

Cofferati spiega che si tratta di “un pensiero rivolto a quale lavoro, quale organizzazione, in quali settori. Perché nulla sarà più come prima” e anche “perché il rischio di tornare indietro su conquiste e tutele è lì davanti agli occhi di tutti”. Per questo, prosegue Cofferati che è stato anche sindaco di Bologna e parlamentare europeo, “dopo l’emergenza, il lavoro dovrà essere necessariamente diverso da quello di adesso e dovrà vedere rispettati i diritti individuali e collettivi dei lavoratori”.

Sergio Cofferati rilancia con Adnkronos/Labitalia la contrattazione come via maestra per la ripresa e lancia una proposta: “Credo sia necessario -dice- per l’economia futura, fare adesso un grande accordo tra governo, imprese e sindacati, che stabilisca i criteri generali che dovranno fare da guida alla ricerca di soluzioni luogo per luogo”.

“Un grande accordo -auspica Cofferati- che tracci le coordinate fondamentali delle attività produttive e della loro organizzazione, e che dica come usare le risorse che ne deriveranno, estendendo diritti e tutele dei lavoratori”. Dunque, dei veri e propri indirizzi di governance nazionale che -però-, anche per evitare i conflitti tra Stato e Regioni cui abbiamo assistito prima e durante l’emergenza, spiega Cofferati, “dovranno essere applicati territorialmente, trovando la migliore declinazione per quel posto”. “Ma che tutti dovranno rispettare, anche perché -ribadisce- il rischio di arretrare è qui davanti agli occhi”.

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