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Coronavirus: matematico Sebastiani, ‘virus ha viaggiato in autostrada sui tir’

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Milano, 12 apr. (Adnkronos) – “Il virus ha viaggiato in autostrada” è il teorema di Giovanni Sebastiani, ricercatore dell’Istituto per le applicazioni del calcolo ‘Mauro Picone’, del Cnr, che ha appena pubblicato sul tema un articolo sul sito Scienzainrete. In un’intervista al ‘Corriere della Sera’ spiega come “Probabilmente si è spostato col traffico degli autotrasportatori e sarebbe interessante verificare la frequenza dei contagi in questa categoria. Meno probabile che il veicolo siano state le automobili private”. Un’affermazione che nasce dallo studio della distribuzione delle province più colpite in termini di contagi.

“Si distribuivano tutte quante su 4 direttrici autostradali di carattere internazionale: la E35 da Milano a Napoli (meglio conosciuta come A1), la E70 da Torino a Venezia, poi altre due direttrici più brevi ma caratterizzate da grande traffico, la A22 Modena-Trento-Bolzano, infine la E55 da Bologna ad Ancona. Il 5 aprile solo le province di Piacenza e Cremona superavano l’1% dei contagiati. Il capoluogo della prima si trova nell’ intersezione tra E35 e E70, per la seconda a 40 chilometri dal primo lungo la E70. Non è casuale che siano posizionate lungo arterie così trafficate”, spiega. Tra le città più colpite dai casi “Milano, Venezia e Pesaro, lontane tra loro ma unite da grandi direttrici”.

Lo studio lavora pure sulla letalità, ‘apparente’ – “vale a dire il numero di morti diviso per il numero totale dei contagiati, in pratica sottostimati – è superiore al 12% con variazioni notevoli. Ad esempio il Veneto, tra le più colpite come numero di contagiati, è sotto il 6% e anche per mortalità è un ottavo della Lombardia che ha letalità attorno al 18%. È difficile spiegare la causa di queste diversità”. Per il Veneto credo che il grado di ospedalizzazione possa essere una delle spiegazioni”. Per il matematico siamo vicini alla frenata. “Fino a ieri 98 province delle 107 italiane avevano superato il picco. Molto probabilmente, Perugia entro una settimana avrà controllato l’epidemia e da fine aprile a fine maggio in tutte le regioni il numero dei nuovi casi al giorno sarà prossimo allo zero”.

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