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Benessere. Occhio allo stress da Smartphone

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Le nuove tecnologie accelerano la comunicazione e aiutano nella gestione del lavoro. Ma attenzione alle controindicazioni. Le aziende già corrono ai ripari: Volkswagen ha “spento” i blackberry dei dipendenti mezz’ora dopo la fine dell’orario di lavoro

Mail, social network, telefonate. Ovunque e in qualunque momento. Telefonini e smartphone ci permettono di gestire il lavoro anche a distanza, essere sempre in contatto con colleghi e amici, trovare informazioni su qualsiasi tema. Tutto ciò può essere molto stimolante e di certo è un valido aiuto, ma può avere anche delle controindicazioni. Tanto che gli esperti cominciano a parlare di stress da smartphone.

Uno studio presentato al meeting della British Psycological Society afferma che il livello di ansia è proporzionale al numero di volte in cui si estrae lo smartphone per controllare la presenza di chiamate o sms. E in alcuni casi il livello di stress arriva a far sentire delle “vibrazioni” dal dispositivo che in realtà non esistono. L’indagine è stata condotta dall’università di Worcester ha coinvolto oltre 100 partecipanti di diversa età e professione, a cui sono stati somministrati dei questionari sull’uso degli smartphone.

Proprio per evitare livelli di ansia eccessivi, la casa automobilistica Volkswagen ha chiuso un accordo sindacale con cui prevede che i telefonini aziendali dei lavoratori non possano ricevere mail dal server aziendale a partire da mezz’ora dopo la conclusione dell’orario di lavoro per tornare attivi soltanto un’ora prima che il loro possessore rientri in servizio. Uno “stacco” rilassante che andrebbe dalle 18.15 alle 7 del mattino successivo. Stop dunque alla reperibilità 24 ore su 24 per circa 1000 dipendenti (tra impiegati e quadri e con esclusione dei  dirigenti) a tutela del loro benessere psichico.

(Alessandra Severini)

nuove tecnologie, Smartphone, social network, stress, Volkswagen

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