ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Iran riapre Hormuz, Trump mantiene il blocco navale: "Ci prendiamo l'uranio". Teheran smentisce-Inter, scudetto più vicino: ecco quando i nerazzurri possono diventare campioni d'Italia-E' morto Oscar Schmidt, la leggenda del basket brasiliano aveva 68 anni-Primo vaccino Rna per i gatti, efficace contro 5 infezioni-Sassuolo-Como 1-2: altro stop per Fabregas, la Champions si allontana-Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 17 aprile-Serie A, oggi Inter Cagliari - La partita in diretta-Sondaggio Tg3, centrodestra avanti di un soffio-Kanye West, la diffida del Codacons: "Annullare il concerto a Reggio Emilia"-Pengwin-Kean, lo scontro continua: "Minacce e parole gravi, la Fiorentina doveva intervenire"-Iran, Macron e Starmer annunciano missione per riapertura duratura Hormuz. Meloni: "Italia pronta a schierare le navi con autorizzazione del Parlamento"-Roma, esalazioni da piscina hotel del centro: diversi intossicati-Al Gic in scena innovazione tecnologica, transizione ecologica e novità comparto calcestruzzo-Università Tor Vergata, 'TVx Students' speech contest vince la voglia di mettersi in gioco-Nek: "Con il mio tour porto un po' di Sassuolo in Europa"-Energia, D’aprile (Mase): "Distribuire omogeneamente data center per sicurezza nazionale"-Claudia Conte, parla il legale: "Zero rivelazioni choc, zero illegalità o favoritismi, zero complotti e zero ricatti"-'Difendere la libertà', Calenda rivela: "Obama chiamò Renzi per impedire blocco sanzioni a Russia"-Precipita con il parapendio, morto un 64enne in Friuli Venezia Giulia-Settimana Velica Internazionale 2026, Livorno celebra vela, giovani e inclusione

In Cina il vino parla francese

Condividi questo articolo:

I cugini d’Oltralpe ci hanno visto lungo e già 15 anni fa hanno puntato sul mercato cinese per esportare i propri vini. Oggi le etichette francesi sono le prime dei menu e vanno dai 37 ai 10mila euro

I cinesi amano il vino italiano, ma adorano quello francese. E danno vita a una vera e propria “corsa al Castello” comprando casali e cantine: le proprietà di Bordeaux finite nelle mani dei cinesi negli ultimi anni sono almeno una dozzina.

Secondo il quotidiano Sud Ouest, altri quindici Chateaux sarebbero in procinto di essere ceduti. Le operazioni di compravendita, di solito, sono accompagnate da joint venture commerciali con trading company che si occupano di vino basate a Hong Kong. Ma se arrivano i “nuovi” rimangono i “vecchi”. Gli ex titolari delle tenute vitivinicole infatti, si spostano addirittura in Cina per insegnare i segreti dell’enologia francese.

Ultimo caso è quello dell’attrice e cantante pop Zhao Wei, la stella più popolare del cinema cinese che ha acquistato lo Château Monlot, una volta di proprietà di Beatrice Musset e del marito Bernard Rivals. E non solo castello e vitigni, ma anche tutte le scorte di bottiglie Monlot presenti nelle cantine oltre al vino ancora in barrique.Un pacchetto il cui valore sembra essere intorno ai 5 milioni di euro.

D’altronde i francesi ci hanno visto lungo. Circa quindici anni addietro nessuno osava parlare di vino a Pechino oppure a Shangai e non si vendeva una sola bottiglia di vino di qualità. In questo lasso di tempo la Francia ha fatto passi enormi: il consumo pro capite è di circa 0,5 litri per abitante per un anno, ma le stime prevedono che la cifra raddoppi da qua al 2014. E già il 47 per cento dell’importazioni di vino parla francese. Il vino francese viene considerato in Cina come un prodotto di lusso ed anche un “oggetto” del desiderio. Nei ristoranti trendy e lussuosi la carta dei vini inizia sistematicamente con i vini francesi, con prezzi che variano tra i 350 yen (37€) ed i 100000 yen (10500€).

(Nereo Brancusi)

Questo articolo è stato letto 233 volte.

cantine, carta dei vini, castelli, Cina, etichette, export, vino, vino francese, vino italiano

Comments (7)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net