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In picchiata i livelli di ossigeno nell’oceano

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Vita marina in difficoltà a causa dei ritmi record con cui diminuisce la presenza di ossigeno negli oceani

Un report dell’International Union for Conservation of Nature (IUCN) ci allerta: i livelli di ossigeno nell’oceano calano a ritmi record e gli animali marini sono in grave difficoltà.

Secondo la IUCN la diminuzione è stata di circa il 2% dalla metà del 20° secolo, una continua deossigenazione che metterà in pericolo non solo la fauna selvatica, ma anche la sopravvivenza umana.

Il report, che ha coinvolto il lavoro di 67 scienziati in 17 paesi, è stato pubblicato alla conferenza COP25 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Madrid e ha portato in luce con ancora più forza quanto sia necessaria un’azione globale in questo senso.

Anche perché sono la crisi climatica e l’inquinamento da nutrienti a causare questa deossigenazione.

L’inquinamento da nutrienti include l’azoto proveniente dai combustibili fossili e i deflussi provenienti dall’agricoltura e dalle acque reflue: è questo che esaurisce l’ossigeno favorendo la crescita eccessiva delle alghe.

Mentre l’aumento delle temperatura, che gli scienziati hanno capito solo recentemente quanto contribuisse ad abbassare i livelli di ossigeno nell’oceano, è responsabile di circa la metà della perdita di ossigeno nei primi 1.000 metri dell’oceano, dove tra l’altro è più alta in biodiversità.

Il problema è che, mentre invertire l’inquinamento da nutrienti è relativamente facile, invertire la perdita di ossigeno proveniente dal cambiamento climatico non lo è.

Per questo è necessaria un’azione globale che combatta l’aumento delle temperature, per evitare che questa situazione porti a effetti di ancora più vasta portata rispetto a quelli che ci sono già ora – potremmo arrivare a un cambiamento nei cicli del fosforo e dell’azoto sulla Terra.

 

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animali marini, deossigenazione, Pericolo, vita marina

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