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Barilla triplica fotovoltaico e punta su agricoltura rigenerativa

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(Adnkronos) – Negli ultimi due anni triplicata la potenza istallata di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica rinnovabile nei siti produttivi italiani di Barilla: obiettivo 24MWp entro il 2030.  In occasione della Giornata Mondiale della Terra – la ricorrenza annuale che ogni 22 aprile mobilita oltre un miliardo di persone in 193 Paesi per sensibilizzare sull’emergenza ambientale – Barilla presenta i risultati del suo impegno in sostenibilità su due fronti strategici: l'investimento sull'energia solare autoprodotta negli stabilimenti italiani e il modello di filiera rigenerativa che guida l'intera produzione di Mulino Bianco. Il dato di partenza è già significativo: se a livello globale quasi la metà del consumo elettrico del Gruppo (il 48%) proviene da fonti rinnovabili, in Italia il traguardo è ancora più avanzato: i marchi Mulino Bianco, Pan di Stelle, GranCereale e i Sughi Barilla utilizzano il 100% di energia elettrica rinnovabile, acquistata con Garanzie di Origine o autoprodotta dai propri impianti fotovoltaici. Una scelta che Mulino Bianco ha fatto sua dal 2020, approvvigionandosi esclusivamente con energia idroelettrica prodotta dall'impianto alimentato dal lago di Resia. Per accelerare ulteriormente, Barilla ha sviluppato un Energy & Water Plan da 168 milioni di euro di investimenti cumulati, avviato nel 2024. Solo quell’anno il Gruppo ha già investito oltre 10 milioni di euro in efficientamento energetico, rinnovamento degli impianti di trigenerazione e installazione di nuovi pannelli fotovoltaici, riuscendo a triplicare l'autoproduzione di energia elettrica rinnovabile nei plant italiani. Tra i casi più rilevanti, l'impianto fotovoltaico da 1,5 MWp dello stabilimento di produzione sughi di Rubbiano, in grado di coprire, nei mesi estivi di picco produttivo dei Pesti al basilico, il fabbisogno energetico di un'intera giornata di produzione alla settimana. Il piano prevede l'installazione di nuovi impianti fotovoltaici entro il 2026 nelle fornerie di Melfi, Ascoli e Cremona e nel pastificio di Foggia, portando la potenza installata complessiva a circa 9 MWp. L’obiettivo al 2030 è ancora più ambizioso: raggiungere 24 MW di potenza installata per l'autoproduzione da fonti rinnovabili. A supporto di questo percorso, tutti i pastifici italiani Barilla sono già dotati di impianti di trigenerazione ad alto rendimento che riducono l'impiego di combustibili fossili e aumentano l'indipendenza energetica delle produzioni di spaghetti&co. Non solo. Dal 2019 la Carta del Mulino – un disciplinare realizzato in collaborazione con Wwf Italia, Università di Bologna, Università della Tuscia, Cnr-Ibe e OpenFields – guida gli agricoltori fornitori verso un modello di agricoltura rigenerativa fondato su 10 regole che combinano qualità del prodotto, supporto alle comunità rurali e tutela degli agroecosistemi. Concretamente, l'approccio della Carta del Mulino prevede rotazioni colturali, copertura vegetale nei periodi di riposo, creazione di aree fiorite per gli insetti impollinatori, riduzione di fitofarmaci e fertilizzanti e impiego di tecnologie digitali per il monitoraggio degli impatti. Il risultato tangibile di questa visione è Buongrano: nato nel 2018 come primo prodotto realizzato secondo la Carta del Mulino e tornato nel 2025, in occasione del Cinquantesimo di Mulino Bianco, come primo biscotto con il 100% di farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa. Un prodotto simbolo che racconta un’ambizione più grande: produrre entro il 2030 l'intera gamma Mulino Bianco con farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa. 
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