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Milano, gli architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi a processo per il caso Beic

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(Adnkronos) – Il giudice per l'udineza preliminare di Milano Fabrizio Filice ha mandato a processo gli architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi accusati, insieme ad altri quattro imputati, di turbativa d'asta e false dichiarazioni sul conflitto d'interessi per il caso del concorso internazionale per la realizzazione della nuova Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic) a Milano. La prima udienza è stata fissata per il prossimo 17 aprile. Oltre ai due archistar, il processo vede imputato l'architetto Pier Paolo Tamburelli, Angelo Raffaele Lunati e Giancarlo Floridi che lavoravano all'epoca dei fatti nello stesso dipartimento universitario con Boeri e Zucchi, e Andrea Caputo che di Boeri è stato allievo e collaboratore e che alla fine arriverà terzo nella graduatoria del concorso internazionale del 2022 sull'opera che sorge nella zona centrale di Porta Vittoria. Nella chiusura indagine firmata dai pubblici ministeri Giancarla Serafini, Paolo Filippini e Mauro Clerici, si sottolinea come Boeri e Zucchi abbiano "concordato" di non escludere i progetti reciprocamente favoriti, come Boeri sia stato contattato in più occasioni da Tamburelli con l'intenzione di influire sulla gara internazionale e come Zucchi abbia omesso di dichiarare, dopo la propria nomina a commissario, la presenza di un conflitto di interessi con Floridi e Lunati (Onsitestudio), "nonostante fosse consapevole della loro partecipazione al concorso, come dallo stesso ammesso in sede di interrogatorio preventivo davanti al giudice per le indagini preliminari".  Un presunto raggiro – violando la regola dell'anonimato – che ha permesso al gruppo di professionisti vincitore di accaparrarsi un progetto di oltre 8,6 milioni di euro per la realizzazione della Beic. Accuse che tutti gli imputati hanno sempre respinto.   "Sono molto tranquillo, credo che nel dibattimento si dimostrerà che abbiamo agito con rigore", afferma l'architetto Zucchi. "Io speravo che i documenti potessero già dissipare i dubbi", ma ora bisognerà attendere il processo. "Sono trent’anni che faccio parte di giurie e sono sempre stato rigoroso. Non farò mai più una giuria in vita mia" chiosa.  Nel febbraio del 2025 la procura aveva chiesto i domiciliari per Zucchi e gli altri due archistar Boeri e Tamburelli. Il giudice aveva rifiutato la misura cautelare e aveva disposto per Zucchi "in qualità sia di docente universitario che di professionista esterno, l'attività di comporre commissioni giudicatrici nell'ambito di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, per la durata di otto mesi". Interdittiva terminata alcuni mesi fa.   "Confermo la fiducia nella magistratura. Confido di poter dimostrare nel corso del dibattimento la mia totale estraneità ai fatti che mi sono contestati", le parole di Boeri.      
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