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Stampare un’auto con la stampante 3D

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La Divergent 3D Blade entra nel dibattito sulle auto verdi con la sua produzione rivoluzionaria, pulita e democratica 

La società californiana Divergent 3D ha lanciato il suo modello Blade più o meno sei mesi fa: l’idea fulminante è stata quella di creare la prima supercar al mondo che può essere stampata in 3D, democratizzando il processo di produzione e diminuendo non lo solo la quantità di inquinamento direttamente connessa con la fabbricazione, ma anche la quantità di materiale necessaria per ogni veicolo. La Divergent 3D Blade produce solo 1/3 delle emissioni di un’auto elettrica, richiede 1/50 del costo del capitale in fabbrica, pesa meno di 700 Kg (contro gli oltre 2.100 della Tesla S) e ha un rapporto potenza/peso che è il doppio di quello di una Bugatti Veyron.

L’ingresso di questa supercar nel dibattito sulle auto verdi è stato necessario: la discussione su quale tipo di auto è la più «pulita» non è così semplice come sembra, perché di solito si tende a sorvolare su un grande fattore, cioè l’impatto non direttamente correlato al suo utilizzo, ovvero i costi nascosti dell’energia.

La produzione di auto può essere sempre un po’ più pulita nel complesso, grazie ai miglioramenti incrementali nella gestione della supply chain, all’efficienza nel funzionamento degli impianti, alle iniziative sulla gestione dei rifiuti, all’adozione di fonti di energia rinnovabili, alle compensazioni di carbonio, eccetera, e quindi anche i veicoli possono essere sempre un po’ più puliti grazie a questo stesso processo incrementale, attraverso miglioramenti come aumentare l’efficienza dei motori a gas, ridurre le emissioni di scarico, alleggerire il peso dei veicoli, aggiungere una componente di trazione elettrica ibrida (soprattutto ai veicoli convenzionali). Ma c’è un ma.

Esiste un’altra soluzione, nuova, ed è proprio quella offerta dalla Divergent: utilizzare la stampa 3D in alluminio e fibra di carbonio per re-immaginare la produzione dei veicoli dall’interno verso l’esterno.

I danni ambientali causati dalla normale produzione delle auto potrebbe mutare in maniera davvero rivoluzionaria.

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