Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Acque aromatizzate: fanno bene o male? Cosa sono davvero e i miti da sfatare-Prezzi degli ortaggi: perché al supermercato non scendono mai (anche quando crollano nei campi)-WaveSpring: la "molla negativa" che triplica l'energia dalle onde del mare-Flint Paper Battery: la batteria di carta che non prende fuoco e si può compostare-Italia Agrifood Innovation Hub (ITAIH): l'eccellenza agrifood di Verona diventa una piattaforma nazionale-Argireline, l'attivo "effetto botox" in creme e sieri: cos'è, come agisce, funziona davvero ed è sicuro?-Prezzi carburanti 24 giugno: Petrolio giù del 24%, diesel solo del 2,2%-Slow Industry: i nuovi artigiani che producono in casa e vendono nel mondo (e perché è un modello economico, non un hobby)-Zanzare Debug: Google e le 32 milioni di zanzare (e perché è servito il permesso)-Cannabis e legalizzazione: cosa dice davvero lo studio su consumo e dipendenze?-Capsule hotel fuori dal Giappone: dove trovarli in Europa e in Italia-Data center galleggianti? Potremmo alimentare l'AI con l'energia delle onde dell'oceano-Petrolio giù del 24%, diesel solo del 2%: perché benzina e gasolio non scendono come dovrebbero?-Sostanze chimiche nei vestiti? quali sono, i rischi reali e perché lavare i capi nuovi-L'Antartide è "cresciuta"? Cosa dice davvero lo studio (e perché non è la fine del riscaldamento)-Isola del Liri: il borgo del Lazio con la cascata in pieno centro-Il liquido che immagazzina energia come una batteria: l'invenzione della Northwestern University-Blue Leaf: l'ecoinvenzione italiana che cattura la CO2 dentro gli edifici-Prezzo del caffè 2026: perché la tazzina costa di più mentre le quotazioni scendono-La "pillola del microbioma" contro la depressione: cosa c'è di vero dietro la notizia virale

Un vaccino nella birra, il progetto del virologo divide la scienza

Condividi questo articolo:

(Adnkronos) –
Un vaccino in una lattina o in un bicchiere di birra? E' il progetto a cui sta lavorando Chris Buck, virologo presso il National Cancer Institute di Bethesda, nel Maryland. Lo scienziato studia i poliomavirus, associati a vari tumori e a gravi patologie nelle persone che hanno un sistema immunitario compromesso. Buck, in particolare, è responsabile della scoperta di 4 dei 13 poliomavirus che possono colpire gli esseri umani. La ricerca per produrre sviluppare un vaccino tradizionale, in corso da una quindicina d'anni, ha condotto il virologo a produrre una birra 'speciale', con un protocollo non autorizzato dai National Institutes of Health: lo scienziato, in sostanza, non può sperimentare la birra su se stesso nell'ambito della propria professione. Per aggirare l'ostacolo, al di fuori della struttura del NIH ha creato la Gusteau Research Corporation, una società no profit. Il nome della compagnia, come riferisce Science News, è ispirato al personaggio Auguste Gusteau, lo chef del film Ratatouille.  Buck, il 17 dicembre, ha condiviso i risultati dei suoi studi sulla piattaforma Zenodo.org. Il virologo documenta di aver prodotto anticorpi contro diversi tipi di virus dopo aver bevuto la birra, senza riportare effetti avversi. La sperimentazione ha coinvolto anche il fratello, Andrew Buck, e altri membri della famiglia. Le pubblicazioni – bisogna evidenziare – non sono state sottoposte a revisione paritaria da parte di altri scienziati. Un comitato etico del NIH si è opposto alla pubblicazione dei dati da parte di Buck sul server bioRxiv.org: non è ammissibile procedere visto che si tratta di un auto-esperimento. "La burocrazia sta ostacolando la scienza, e questo è inaccettabile per me. Non è una cosa da poco se diverse persone muoiono nel giro di una settimana perché non sanno nulla" del potenziale vaccino.  
L'approccio di Buck,
sottolinea Science News
, crea perplessità nella comunità scientifica. Il virologo fa riferimento a dati promettenti relativi alla sperimentazione sui topi, ma le prove condotte sugli esseri umani riguardano un numero estremamente limitato di individui. Buck ha descritto la produzione di anticorpi nel suo organismo, ma la sua esperienza singola – si fa notare – non garantisce un risultato consolidato a livello generale. Al momento, poi, non ci sarebbero dati sufficienti per stabilire se gli anticorpi garantirebbero la protezione dallo sviluppo di patologie legate ai virus. 
La sperimentazione dei vaccini prevede iter rigorosi, con il coinvolgimento di gruppi di persone molto più ampi per verificare l'efficacia e l'eventuale presenza di effetti collaterali. Il discorso assume ulteriore rilevanza se si considera che, per i vaccini contro il poliomavirus, l'obiettivo è la protezione di soggetti candidati a sottoporsi anche a trapianto di organi. I farmaci immunosoppressori che questi pazienti assumono possono creare condizioni di vulnerabilità e favorire i poliomavirus.  Non mancano scienziati che temono anche effetti negativi legati alla 'banalizzazione' del tema. Arthur Caplan, ex capo del dipartimento di etica medica presso la Grossman School of Medicine della New York University, non ritiene che la birra-vaccino possa risultare effettivamente utilizzabile. "E' forse il peggior momento immaginabile per lanciare qualcosa da mettere" online per dire "come vaccinarsi". Nel quadro generale non va sottovalutato il peso delle aziende produttrici di birra, che difficilmente giudicherebbero in maniera positiva l'accostamento della bevanda – core business di autentici colossi – ad un vaccino. Caplan si sofferma anche sul potenziale effetto-Trump: negli Usa c'è "un'amministrazione nazionale totalmente ostile ai vaccini. Questo non è il posto giusto per il fai da te".  
—internazionale/[email protected] (Web Info)

adnkronos, ultimora