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Ucraina, attacco russo su Odessa: almeno 8 morti

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(Adnkronos) – Nuovi attacchi incrociati tra Russia e ucraina, mentre continua lo sforzo diplomatico per porre fine alla guerra. Secondo quanto riportato da diversi media, funzionari statunitensi e russi si incontreranno a Miami questo fine settimana per trovare un accordo di pace. Presente Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del Presidente russo Vladimir Putin, Steve Witkoff, inviato del Presidente Donald Trump, e suo genero Jared Kushner.  Un attacco russo con missili balistici ha colpito nella notte del 20 dicembre 2025 le infrastrutture portuali dell’oblast di Odessa, nel sud dell’Ucraina, causando almeno otto morti e 27 feriti. Lo ha reso noto il Servizio statale di emergenza ucraino – citato dal Kyiv Independent – precisando che alcune delle vittime si trovavano a bordo di un autobus finito nell’epicentro dell’esplosione. Secondo le autorità locali, il raid ha provocato anche un incendio tra i camion in sosta nell’area portuale e ha danneggiato veicoli nelle vicinanze. Il governatore dell’oblast, Oleh Kiper, ha parlato di un attacco "massiccio" condotto con missili balistici. L’aeronautica ucraina aveva lanciato un allarme per una minaccia missilistica intorno alle 21 ora locale, pochi minuti prima che venissero segnalate esplosioni. Le infrastrutture portuali di Odessa sono un obiettivo ricorrente degli attacchi russi, che nelle ultime settimane hanno causato blackout prolungati e interruzioni dei servizi idrici. Solo la notte precedente, un raid con droni aveva colpito infrastrutture di trasporto nella regione, danneggiando un ponte sull’autostrada M15 verso la Romania e costringendo la Moldavia a chiudere temporaneamente alcuni valichi di frontiera.   Droni ucraini a lungo raggio hanno colpito una quarta piattaforma petrolifera russa nel Mar Caspio dall’inizio del mese, segnando un’ulteriore escalation della campagna di Kiev contro il settore energetico di Mosca. Fonti della sicurezza ucraine, citate da Euromaidan Press, hanno confermato che l’ultimo attacco ha preso di mira infrastrutture riconducibili al gruppo Lukoil, costringendo alla sospensione delle attività sull’impianto. In precedenza, altri raid avevano già danneggiato piattaforme nei giacimenti di Filanovsky e Korchagin, interrompendo la produzione in diversi pozzi. Il Mar Caspio si trova a circa 900 chilometri dall’Ucraina, ma il Servizio di sicurezza ucraino (Sbu) ha spiegato che queste operazioni rientrano in una strategia più ampia volta a ridurre le entrate petrolifere e del gas della Russia, considerate una fonte chiave di finanziamento dello sforzo bellico. Le autorità russe e Lukoil non hanno fornito dettagli sull’entità dei danni, ma secondo indiscrezioni la produzione sarebbe stata sospesa in più siti offshore.  
—internazionale/[email protected] (Web Info)

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