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Futurevolc, il progetto europeo per conoscere meglio i vulcani

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Creare sistemi di allerta più precisi e più rapidi è l’obiettivo del progetto che riunisce i ricercatori di 27 università europee.

 

 

Si può prevedere un’eruzione vulcanica? La risposta lo sappiamo è negativa, ma i vulcani possono essere tenuti sotto stretto controllo e sistemi sempre più sofisticati possono permettere di realizzare sistemi di allerta più precisi e rapidi.

E’ per questo che la Commissione europea finanzia il progetto Futurevolc (http://futurevolc.hi.is/) che ha come obiettivo principale quello di sviluppare nuovi metodi per valutare le crisi vulcaniche, aumentare la comprensione scientifica dei processi magmatici e migliorare i sistemi di allerta così da “dare più tempo alla protezione civile e a importanti gruppi commerciali, come le compagnie aeree, di intervenire in modo efficace, contribuendo a salvare vite umane e a ridurre i danni per l’economia europea”. La mente va naturalmente all’Islanda, dove, nel 2010 il vulcano Eyjafjallajokull ha diffuso sull’Europa una nube di ceneri che ha costretto a bloccare centinaia di voli di linea.

A partire dal 2012 Futurevolc ha avviato un monitoraggio costante in regioni geologicamente attive d’Europa, considerate soggette a rischi naturali. Gli esperti si servono di strumenti all’avanguardia, come rilevatori di gas vulcanici, sensori infrasonici, videocamere ad alta risoluzione, sismometri e sensori per la rilevazione dei movimenti tellurici. I nuovi sistemi di monitoraggio, come i sismometri e i nuovi sistemi GPS e i dati satellitari permettono di rilevare ogni più piccolo movimento.

Futurevolc gode di un finanziamento di 6 milioni e riunisce ricercatori di 27 università, istituti di ricerca, enti pubblici e imprese di dieci Paesi. L”Italia è rappresentata dalle università di Firenze, dell’Aquila e di Palermo.

Le attività di ricerca svolte nell’ambito del progetto Futurevolc confluiranno nel lavoro del gruppo di osservazione della Terra (GEO), al quale partecipa anche l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), quale contributo dell’Europa agli sforzi a livello mondiale per migliorare le previsioni vulcaniche.

Secondo il coordinatore di Futurevolc, Freysteinn Sigmundsson dell’Università d’Islanda, i risultati del progetto utilizzati in combinazione con i dati meteorologici e le tecniche di modellizzazione avanzata, permetteranno di prevedere con maggiore affidabilità la dispersione di ceneri nell’atmosfera.

Il progetto ha anche una pagina facebook https://www.facebook.com/futurevolc

AS

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