Fisco: Calenda, ‘non si capisce nulla, stessi temi da 30 anni, sembra giorno della marmotta’
Roma, 17 lug. (Adnkronos) – “E’ il giorno della marmotta: si continua a parlare dei temi posti da Berlusconi come il fisco o la riforma della giustizia, anche ora che lui è morto, alimentate anche da delle fazioni, dalle polemiche, come trent’anni fa”. Lo ha detto Carlo Calenda, senatore di Azione-Italia viva e segretario di Azione, a Metropolis, parlando della lettera che Marina Berlusconi, figlia del Cavaliere, ha mandato a Il Giornale per chiedere che il padre non venga più interpellato anche ora che è morto.
“I tre pilastri della Costituzione sono lavoro, sanità e istruzione e sono andati a farsi benedire parlando di questi temi, di cui tra l’altro non si farà nulla, a parte i condoni, che si fanno in maniera trasversale”, dice ancora Calenda che poi arriva alle parole del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha parlato di pace fiscale: “In un Paese con 100 miliardi di evasione fiscale, uno come Salvini dovrebbe essere messo alla porta”, dichiara il leader di Azione, che poi torna sul governo che, per lui, “non riesce a fare il Pnrr, non mette i soldi sulla sanità”, e sempre secondo lui “finirà sulle parole d’ordine berlusconiane, in cui darà una mano anche Schlein parlando di patrimoniale”.
Ecco, a tal proposito, Calenda precisa che “non è sbagliato tassare più le rendite, ma è sbagliata la patrimoniale perché viene ritassato un bene acquistato, ed è molto difficile in un Paese come il nostro in cui la tassazione è altissima”. “Noi abbiamo strumenti per fare una lotta all’evasione fiscale, non si fa perché l’Italia si regge su un equilibrio malato, su chi contribuisce a pagare le tasse e chi non lo fa ma ha più rischio di impresa”, dice ancora il senatore. “Il nostro fisco è un generalizzato casino, in cui non si capisce nulla, ed è un’enorme chiacchiera da bar”, conclude.
