Sudan: gruppi civili, ‘ministero Esteri Gb ignorò avvertimenti su possibile conflitto’
Khartoum, ’20 giu. (Adnkronos) – Il Foreign Office del Regno Unito è stato accusato di ignorare i ripetuti avvertimenti di gruppi sudanesi ed esperti occidentali secondo cui il Sudan si trovava sull’orlo di un conflitto, in seguito sfociato ad aprile in scontri che vedono tuttora contrapposti l’esercito regolare contro le Forze di intervento rapido. In una lettera inviata al ministro lo Sviluppo e per l’Africa Andrew Mitchell, il Gruppo di lavoro per la prevenzione delle atrocità del Regno Unito (UK Atrocity Prevention Working Group), che comprende una varietà di organizzazioni di beneficenza e della società civile, ha affermato che il Foreign Office ha perseguito nel Sudan una politica troppo ottimistica di “prima la democrazia”.
La lettera afferma che il Foreign Office non ha tenuto conto dei ripetuti avvertimenti scritti secondo cui i sistemi, le capacità e le politiche del Regno Unito nei confronti del Sudan non si concentravano sulla prevenzione delle atrocità. I firmatari della lettera avvertono che, se lasciato incontrollato, l’attuale ciclo di violenza potrebbe diventare peggiore del genocidio iniziato nel 2003 in Darfur, che ha provocato la morte di 300.000 persone e 2,5 milioni di sfollati.
Sulla lettera si legge che “quando la violenza è scoppiata in aprile, il team sudanese non disponeva di alcuna esperienza sulle dinamiche delle violenze; nessun sistema di pronto intervento; nessun processo di valutazione del rischio per monitorare i distinti indicatori della violenza di massa; non riceveva indicazioni su come prepararsi a scenari sempre più probabili che avrebbero portato a violenze e atrocità di massa; e non ha ricevuto alcuna formazione per aiutare a colmare anche in modo molto modesto queste lacune di competenze e sistemi”.
