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**2 giugno: Mattarella, ‘festa di noi italiani, in prima parte Carta valori per ogni generazione’**

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Roma 1 giu. (Adnkronos) – “Il 2 giugno è la ‘festa di noi italiani”, che abbiamo scelto e voluto la Repubblica. Il 2 giugno 1946 si recò alle urne oltre l’89 per cento degli aventi diritto, in un Paese ancora fortemente ferito dalla guerra e dalle altre avventure del regime fascista. La forma repubblicana venne preferita alla monarchia e acquisì la sua concreta configurazione con la Carta costituzionale. Venne elaborata dall’Assemblea costituente eletta nella stessa occasione del referendum istituzionale: i Padri e le Madri della nostra Repubblica. Il ricorso alla consultazione a suffragio universale, maschile e femminile, con voto libero e segreto, rappresentò già di per sé uno straordinario momento costitutivo della nuova coscienza”. Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un’intervista a ‘Poste News’, il giornale del gruppo Poste Italiane, anticipata da ‘Il Foglio’.

“Le forme che regolano la nostra convivenza -ricorda il Capo dello Stato- sono la declinazione di principi che ritroviamo nella prima parte della Costituzione. La centralità della persona, il riconoscimento della sua integrità e inviolabilità, il primato dell’uguaglianza tra gli esseri umani, la dignità, la libertà, la solidarietà, i diritti e i doveri caratterizzano la struttura democratica del nuovo Stato nato dalla Liberazione. Sono valori che appartengono a tutti i cittadini. Sono nostri, e vivono nella società nel passaggio tra generazioni nella partecipazione attiva alla vita civile”.

“La vitalità dei suoi principi -dice ancora Mattarella riferendosi alla Costituzione’- ha permesso lo sviluppo della società italiana e ci consentirà di orientarci nelle grandi trasformazioni che attraversano il nostro tempo. La Carta costituzionale pone la persona come soggetto al quale ricondurre diritti e doveri. È la matrice dei valori della Repubblica e la fonte alla quale tornare ogni qual volta abbiamo la necessità di ridefinire la nostra visione. La democrazia è divenuta norma di vita della nostra comunità e la sua pratica la rafforza”.

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